ACRI, NASCE IL COMITATO CIVICO PER IL DIRITTO ALLA SALUTE: «LE NUOVE STRUTTURE DEVONO AVERE PERSONALE E SERVIZI»

ACRI – Una mobilitazione dal basso per difendere il diritto alla salute e chiedere che le nuove strutture sanitarie non rimangano semplicemente edifici nuovi privi delle professionalità necessarie per funzionare.

Ad Acri nasce un Comitato civico per il diritto alla salute dopo un’assemblea tenuta presso la Camera del Lavoro e dedicata alla futura apertura della Casa di Comunità all’interno dell’ospedale “Beato Angelo”.

All’incontro sono intervenuti Giuseppe Ferraro, responsabile della Camera del Lavoro di Acri, Alessandro Iuliano, segretario generale della Funzione Pubblica CGIL Cosenza, e Graziella Secreti, segretaria confederale della CGIL cosentina.

Al centro della discussione il nuovo modello dell’assistenza territoriale previsto dal DM 77 del 2022 e soprattutto il futuro dell’offerta sanitaria nell’area acrese.

La preoccupazione principale riguarda la necessità che alle strutture corrispondano servizi reali.

Case e Ospedali di Comunità rappresentano infatti uno degli assi sui quali dovrebbe svilupparsi il nuovo modello della sanità territoriale, pensato per ridurre il ricorso improprio agli ospedali e avvicinare l’assistenza ai cittadini.

Ma un edificio, da solo, non cura nessuno.

Per funzionare servono medici, infermieri, operatori socio-sanitari, tecnici e personale amministrativo. Servono inoltre diagnostica, continuità assistenziale e collegamenti efficienti con ospedali, medicina generale e servizi domiciliari.

È proprio su questi aspetti che il nuovo Comitato intende mantenere alta l’attenzione.

Acri rappresenta un territorio nel quale il tema della sanità assume un significato ancora più forte per le caratteristiche geografiche e per la distanza da alcuni dei principali presìdi ospedalieri provinciali.

Ogni depotenziamento dei servizi locali rischia quindi di tradursi in viaggi più lunghi per i pazienti e in ulteriori difficoltà soprattutto per anziani, malati cronici e persone con ridotta autonomia.

La nascita del Comitato civico vuole trasformare questa preoccupazione in partecipazione.

L’obiettivo è seguire da vicino l’attivazione della Casa di Comunità e dell’Ospedale di Comunità, verificando che l’apertura delle strutture coincida con una reale disponibilità di servizi.

La questione supera anche i confini di Acri.

Il PNRR ha finanziato in tutta Italia numerosi interventi destinati alla sanità territoriale. Ma con l’avvicinarsi dell’apertura delle nuove strutture diventa centrale il tema del personale necessario per farle funzionare.

È questa la partita che si giocherà nei prossimi mesi.

Acri vuole affrontarla chiedendo garanzie precise: strutture operative, personale sufficiente e servizi che consentano ai cittadini di ricevere assistenza vicino al proprio luogo di residenza.

Il Comitato nasce dunque con una parola d’ordin

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