La protesta degli agricoltori calabresi prosegue e coinvolge sempre più territori della regione. Nelle ultime ore i punti più caldi sono stati lo svincolo autostradale di Pizzo, nel Vibonese, e l’area di Lamezia Terme, dove i trattori hanno provocato forti rallentamenti alla circolazione.
A Pizzo numerosi agricoltori provenienti da diversi presìdi della regione si sono concentrati nei pressi dello svincolo dell’autostrada A2.
Durante la mattinata di giovedì 1 ottobre si sono registrati momenti di tensione quando alcuni manifestanti hanno tentato di avvicinarsi all’ingresso dell’autostrada, trovando davanti a loro il cordone predisposto dalle forze dell’ordine.
La mediazione delle forze dell’ordine ha evitato che la protesta si trasformasse in un blocco dell’autostrada. Lo svincolo è comunque rimasto al centro della mobilitazione e della forte tensione vissuta dagli operatori del settore agricolo.
Le richieste degli agricoltori riguardano soprattutto il costo del carburante e le difficoltà economiche del comparto, con aziende che denunciano margini sempre più ridotti e costi di produzione elevati.
Manifestazioni anche a Lamezia Terme. I trattori hanno interessato la viabilità compresa tra la Statale 18 e la rotatoria che conduce verso l’aeroporto internazionale, provocando lunghe code e forti rallentamenti.
La protesta ha quindi assunto ormai una dimensione regionale, collegandosi anche alle iniziative organizzate a Cosenza e in altre aree della Calabria.
Gli agricoltori chiedono alle istituzioni misure capaci di ridurre l’impatto dei costi energetici e di produzione e di garantire condizioni economiche che permettano alle aziende di proseguire l’attività.
Si tratta di un comparto particolarmente importante per l’economia calabrese, sia sotto il profilo occupazionale sia per il valore delle produzioni agroalimentari regionali.
La mobilitazione continua e l’attenzione resta alta soprattutto sulle principali arterie stradali, dove la presenza dei mezzi agricoli può determinare nuovi rallentamenti.

