COSENZA – Fare il pieno sta diventando sempre più pesante per famiglie, lavoratori e imprese. Anche nel Cosentino la corsa dei carburanti continua e in alcuni distributori il gasolio ha raggiunto quota 2,40 euro al litro, mentre a livello nazionale i prezzi medi restano su livelli molto elevati.
Secondo gli ultimi dati comunicati dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy, il prezzo medio nazionale in modalità self service è arrivato a 2,155 euro al litro per la benzina e a 2,335 euro per il gasolio. Numeri che fotografano una situazione già molto pesante, ma che in alcune aree assume proporzioni ancora più rilevanti.
In Calabria il caso più eclatante arriva da Belvedere di Spinello, in provincia di Crotone, dove il Codacons, sulla base dei dati comunicati al Mimit, segnala al 21 settembre un prezzo di 3,109 euro al litro per il diesel normale servito, 3,189 euro per l’Oro Diesel e 2,816 euro per la benzina. Un pieno di 50 litri di gasolio, a quelle condizioni, arriva a costare oltre 155 euro.
Una cifra che fino a poco tempo fa sarebbe sembrata quasi impensabile e che oggi alimenta le preoccupazioni di automobilisti, imprese e associazioni dei consumatori.
Nel Cosentino la situazione, pur senza raggiungere quei picchi, è diventata comunque pesante. Alcuni impianti hanno portato il diesel intorno ai 2,40 euro al litro, con un aggravio immediatamente percepibile da chi utilizza quotidianamente l’auto per lavoro o è costretto a percorrere molti chilometri.
Il problema assume un peso ancora maggiore in una provincia vasta come quella di Cosenza, dove numerosi comuni delle aree interne non dispongono di collegamenti pubblici sufficienti e l’automobile resta, di fatto, uno strumento indispensabile.
Per chi vive nei piccoli centri, lavora nel capoluogo o deve raggiungere ospedali, scuole e uffici, il rincaro dei carburanti non rappresenta quindi una spesa facilmente eliminabile.
A pagare il conto non sono però soltanto gli automobilisti.
Il prezzo del gasolio incide direttamente sui costi del trasporto delle merci e, di conseguenza, può trasferirsi sui prezzi dei prodotti acquistati quotidianamente dalle famiglie. Commercianti, artigiani, aziende agricole, autotrasportatori e piccole imprese sono tra le categorie maggiormente esposte.
Nel Cosentino è arrivata anche la dura presa di posizione di Confimprenditori, che ha chiesto interventi immediati e ipotizzato iniziative di protesta. L’associazione propone, tra le altre cose, un tetto al prezzo dei carburanti intorno a 1,90 euro al litro, sostenendo che il livello attuale stia mettendo in difficoltà soprattutto le piccole e medie imprese e i territori interni.
Il quadro potrebbe inoltre peggiorare nei prossimi giorni.
Il Codacons ricorda infatti che dal 26 settembre verrà ulteriormente ridotto il taglio delle accise sul gasolio, elemento che potrebbe determinare nuovi aumenti alla pompa anche indipendentemente dall’andamento internazionale delle quotazioni petrolifere.
L’associazione dei consumatori ha calcolato che la riduzione dello sconto fiscale potrebbe tradursi, nel periodo successivo al 26 settembre, in un maggior costo superiore a cinque euro per un pieno di diesel da 50 litri rispetto al regime precedente. Si tratta di una stima del Codacons e l’andamento effettivo dipenderà naturalmente anche dall’evoluzione dei prezzi energetici.
Sul piano nazionale, intanto, il Codacons ha segnalato picchi molto elevati anche sulla rete autostradale: in alcuni impianti il gasolio servito si avvicina ai 2,90 euro al litro. L’Antitrust, secondo quanto riferito dall’associazione, non avrebbe al momento rilevato irregolarità, mentre resta aperta la questione dei prezzi comunicati dai singoli gestori.
Il tema va quindi ben oltre la semplice oscillazione quotidiana dei listini.
Per una provincia come Cosenza, dove le distanze sono importanti e i collegamenti pubblici non sempre costituiscono un’alternativa concreta, il carburante è quasi un costo strutturale della vita quotidiana.
Ogni aumento alla pompa significa più denaro necessario per andare al lavoro, accompagnare i figli a scuola, raggiungere un ospedale o semplicemente spostarsi tra un comune e l’altro.
Ed è proprio per questo che la soglia dei 2,40 euro raggiunta in alcuni impianti del Cosentino sta facendo crescere l’allarme.
La domanda che ora si pongono famiglie e imprese è semplice: quanto potrà ancora salire il prezzo dei carburanti?
Con il nuovo passaggio sulle accise previsto dal 26 settembre, il timore è che la risposta possa arrivare molto presto direttamente dai tabelloni dei distributori.

