CAROLEI, CHIUSE LE INDAGINI SULL’EX SINDACO IANNUCCI E ALTRI SETTE: NEL FASCICOLO ACQUA, APPALTI E CORRUZIONE

CAROLEI – La Procura della Repubblica di Cosenza ha concluso le indagini preliminari nell’inchiesta che coinvolge l’ex sindaco di Carolei Francesco Iannucci e altre sette persone.

Il fascicolo, coordinato dal pubblico ministero Antonio Bruno Tridico, comprende diverse ipotesi di reato che riguardano, a vario titolo e secondo le contestazioni formulate dagli inquirenti, l’adulterazione delle acque, la turbativa d’asta e la corruzione.

La chiusura delle indagini arriva dopo la decisione del gip del Tribunale di Cosenza Claudia Pingitore che, lo scorso 16 settembre, aveva respinto tutte le richieste di misure cautelari avanzate dalla Procura. Gli inquirenti avevano chiesto il carcere per Iannucci e gli arresti domiciliari per gli altri sette indagati.

Il giudice aveva riconosciuto la presenza di gravi indizi esclusivamente nei confronti dell’ex sindaco e limitatamente al filone relativo alla presunta adulterazione delle acque, escludendo comunque l’esistenza di esigenze cautelari tali da giustificare l’applicazione di una misura personale.

Una parte dell’inchiesta riguarda la sorgente in località Rupi. Secondo la ricostruzione accusatoria, acqua proveniente dalla sorgente sarebbe stata immessa nella rete comunale nonostante analisi Arpacal avessero evidenziato parametri non conformi. I campionamenti del luglio 2024 avevano rilevato la presenza di Escherichia coli e batteri coliformi.

Un altro segmento dell’indagine riguarda invece lavori da circa 360mila euro relativi alla manutenzione della rete idrica, mentre ulteriori contestazioni interessano altri affidamenti.

Nell’ordinanza cautelare il gip aveva però distinto le diverse posizioni e contestazioni, escludendo per alcuni episodi la sussistenza dei gravi indizi richiesti in quella fase del procedimento.

Con l’avviso di conclusione delle indagini si apre ora una nuova fase processuale. Le difese potranno presentare memorie, produrre documentazione o chiedere interrogatori prima che la Procura assuma le proprie determinazioni sull’eventuale richiesta di rinvio a giudizio.

Tutti gli indagati devono essere considerati innocenti fino a eventuale sentenza definitiva.

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