CAROLEI, L’EX SINDACO IANNUCCI DAVANTI AL GIP PER OLTRE DUE ORE: LA DIFESA DEPOSITA LE ANALISI SULL’ACQUA

CAROLEI – Ha risposto per oltre due ore alle domande del giudice e ha contestato la ricostruzione formulata dalla Procura di Cosenza.

Francesco Iannucci, ex sindaco di Carolei, è comparso davanti al gip del Tribunale di Cosenza Claudia Pingitore nell’ambito dell’inchiesta che lo vede indagato, insieme ad altre persone, per ipotesi di reato che comprendono adulterazione delle acque, corruzione e turbativa d’asta.

La Procura ha chiesto nei suoi confronti la custodia cautelare in carcere. La decisione spetta adesso al giudice e, al momento dell’interrogatorio, non era stata ancora adottata.

L’indagine nasce da accertamenti condotti dai Carabinieri Forestali e dal Nipaaf su una sorgente utilizzata nel territorio comunale.

Secondo l’ipotesi accusatoria, l’acqua sarebbe stata convogliata verso i serbatoi destinati all’approvvigionamento della popolazione nonostante non fosse stato completato l’iter necessario per autorizzarne l’utilizzo.

Gli investigatori ipotizzano che la canalizzazione sarebbe stata realizzata abusivamente e utilizzata anche durante le ore notturne. La difesa contesta questa ricostruzione.

Durante l’interrogatorio, Iannucci, assistito dall’avvocato Francesco Calabrò, ha risposto a tutte le domande.

La difesa ha depositato documentazione relativa alle analisi effettuate sulla sorgente negli anni precedenti.

Secondo quanto sostenuto dall’ex primo cittadino, quegli esami avrebbero fornito indicazioni favorevoli sulla qualità dell’acqua successivamente indirizzata verso il serbatoio comunale.

Iannucci ha inoltre riferito dell’ottenimento di un finanziamento destinato al completamento dell’intervento.

Tutta la documentazione sarà adesso valutata dal gip insieme agli atti raccolti dalla Procura.

La difesa ha sollevato anche un’altra questione.

L’avvocato Calabrò ha evidenziato che la sorgente non sarebbe stata sottoposta a sequestro nonostante le ipotesi investigative relative alla possibile contaminazione.

Il legale ha inoltre sottolineato che la sorgente era stata chiusa dallo stesso Iannucci prima delle sue dimissioni.

Sono elementi che, secondo la difesa, devono essere valutati prima di assumere qualsiasi decisione cautelare.

L’inchiesta, però, non riguarda soltanto l’acqua.

Un secondo filone investigativo interessa la gestione del cimitero comunale, con contestazioni di corruzione e turbativa d’asta.

Nel procedimento sono coinvolti anche l’ex vicesindaco Paolo Filice, componenti della precedente amministrazione e un imprenditore.

Complessivamente le richieste cautelari avanzate dalla Procura riguardano più persone, mentre per Iannucci è stata formulata la richiesta più severa, quella della custodia in carcere.

La vicenda ha già prodotto conseguenze politiche e amministrative importanti.

Dopo l’emersione dell’indagine, amministratori e consiglieri avevano rassegnato le dimissioni, determinando la caduta dell’amministrazione comunale.

Ora il terreno è però esclusivamente giudiziario.

Le contestazioni della Procura sono ancora ipotesi accusatorie e dovranno essere sottoposte alle verifiche previste dalla legge.

La richiesta di una misura cautelare non equivale a una dichiarazione di colpevolezza.

Allo stesso modo, gli elementi prodotti dalla difesa saranno sottoposti alla valutazione del giudice.

Per la comunità di Carolei resta inevitabilmente una fase delicata.

Quando un’inchiesta coinvolge il sistema idrico comunale, oltre agli aspetti giudiziari emerge infatti anche una questione di fiducia dei cittadini.

Sapere quale acqua viene immessa nei serbatoi, quali controlli siano stati eseguiti e quali autorizzazioni siano necessarie rappresenta un interesse pubblico primario.

Il prossimo passaggio sarà la decisione del gip sulle richieste della Procura.

Fino ad allora, l’unico punto fermo resta il confronto tra due ricostruzioni nettamente differenti: da una parte quella degli investigatori, dall’altra quella dell’ex sindaco e della sua difesa.

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