COSENZA – Un’intelligenza artificiale capace di riconoscere i suoni potenzialmente pericolosi e trasformarli in segnali percepibili da chi non può sentirli. È questa l’idea alla base di UrbanAI, il progetto sviluppato dagli studenti dell’ITI “A. Monaco” di Cosenza che ha conquistato il Premio sull’Innovazione Digitale 2025-2026 nella categoria dedicata all’inclusione e all’accessibilità.
Un progetto che dimostra come la tecnologia possa assumere un valore concreto quando viene utilizzata per abbattere le barriere.
UrbanAI nasce infatti con l’obiettivo di aiutare le persone sorde o con difficoltà uditive a riconoscere segnali acustici importanti nella vita quotidiana. Un clacson, un allarme, una sirena o un altro rumore che possa indicare una situazione di pericolo viene individuato dal sistema e trasformato in un’informazione accessibile all’utente.
Dietro il progetto c’è l’utilizzo dell’intelligenza artificiale, ma soprattutto c’è un’idea precisa di innovazione: non creare tecnologia soltanto perché è possibile farlo, ma utilizzarla per migliorare concretamente la vita delle persone.
Il riconoscimento ottenuto dagli studenti cosentini assume per questo un valore particolare.
In una fase storica nella quale l’intelligenza artificiale è spesso raccontata soprattutto attraverso i suoi rischi e le sue possibili conseguenze sul lavoro, esperienze come questa mostrano un altro volto della rivoluzione digitale.
Un algoritmo può diventare un supporto all’autonomia. Un dispositivo può trasformarsi in uno strumento di inclusione. Una scuola può diventare un laboratorio nel quale non si studia soltanto il futuro, ma si prova concretamente a costruirlo.
Il successo dell’ITI Monaco conferma inoltre il ruolo che gli istituti tecnici possono avere nello sviluppo delle competenze digitali delle nuove generazioni.
Studenti ancora giovanissimi riescono così a confrontarsi con problemi reali, sviluppare soluzioni tecnologiche e comprendere che dietro un codice informatico può esserci un bisogno umano.
Ed è forse proprio questo l’aspetto più interessante di UrbanAI.
L’innovazione migliore non è necessariamente quella più spettacolare. È quella capace di accorgersi di una difficoltà che per molti passa inosservata e provare a trovare una risposta.
Da Cosenza arriva così un piccolo ma significativo esempio di tecnologia inclusiva: un “orecchio digitale” pensato per chi non può ascoltare tutti i suoni che lo circondano, ma ha lo stesso diritto degli altri di muoversi, vivere e sentirsi sicuro nella propria città.

