COSENZA, IMPRENDITORI AL LAVORO PER UN NUOVO PROGETTO CALCISTICO: RIPARTONO I CONTATTI PER IL FUTURO ROSSOBLÙ

COSENZA – Nelle ultime ore sta prendendo nuovamente corpo un’iniziativa che coinvolgerebbe un gruppo di imprenditori cosentini intenzionati a costruire un progetto calcistico capace di restituire prospettive, stabilità ed entusiasmo alla città.

Il quadro è ancora in evoluzione e sarebbe prematuro parlare di operazione definita. Tuttavia, rispetto alle indiscrezioni circolate durante l’estate, qualcosa sembra essersi rimesso concretamente in movimento.

Un gruppo di imprenditori locali avrebbe infatti deciso di verificare nuovamente la possibilità di intervenire sul futuro del calcio cosentino, affidando al commercialista Luca Di Donna e all’avvocato Giuseppe Carratelli il compito di avviare interlocuzioni con l’attuale proprietà del Cosenza Calcio. Secondo le informazioni emerse nelle ultime ore, sarebbero già stati avviati contatti preliminari con il presidente Eugenio Guarascio.

Il tentativo arriva dopo il comunicato con il quale la società rossoblù, successivamente alla sconfitta contro il Giugliano, aveva manifestato disponibilità a prendere in considerazione eventuali soggetti realmente interessati alle sorti del club.

Un passaggio che avrebbe riaperto uno scenario rimasto congelato dopo le trattative estive.

Già nei mesi scorsi, infatti, una cordata guidata dall’imprenditore Vincenzo Rota aveva manifestato interesse per l’acquisizione del Cosenza Calcio. Quella trattativa non aveva però prodotto l’accordo definitivo. Oggi alcuni dei protagonisti di quella fase starebbero valutando se esistano condizioni differenti per riaprire il confronto.

Nelle ultime ore è inoltre emersa l’ipotesi che al progetto possa avvicinarsi anche una holding canadese che aveva già manifestato attenzione verso il club durante l’estate. La circostanza viene riportata come possibilità e non come partecipazione già formalizzata: proprio per questo sarà necessario attendere eventuali conferme dei diretti interessati.

UN PROGETTO CHE DOVRÀ PARTIRE DALLA SOSTENIBILITÀ

Il nodo principale rimane naturalmente economico.

Qualunque progetto che voglia costruire il futuro del calcio cittadino dovrà partire da una verifica approfondita dei conti, dell’esposizione debitoria, degli impegni contrattuali e del valore reale dell’attuale società.

Durante l’estate si era parlato di cifre importanti per arrivare al passaggio di proprietà. Da allora, però, diversi elementi sono cambiati: la composizione della rosa, il quadro sportivo e le prospettive economiche della società.

Per questo l’eventuale trattativa non potrà limitarsi ad una semplice discussione sul prezzo.

Servirà una vera e propria due diligence, capace di fotografare con precisione la situazione patrimoniale e finanziaria del club e consentire agli eventuali acquirenti di capire quale investimento sarebbe necessario non soltanto per acquistare la società, ma soprattutto per garantirne continuità e rilancio.

NON BASTA CAMBIARE PROPRIETARIO

A Cosenza, però, la discussione va ormai molto oltre il semplice cambio di proprietà.

La tifoseria chiede da tempo un progetto nel quale riconoscersi. Un progetto capace di ricostruire il rapporto tra squadra, città, istituzioni e mondo imprenditoriale.

L’idea circolata negli ultimi mesi era stata perfino quella di dare vita ad una nuova realtà calcistica cittadina, eventualmente ripartendo dalle categorie dilettantistiche qualora non fosse stato possibile arrivare ad un accordo per il club esistente. Già a giugno erano state organizzate iniziative pubbliche per coinvolgere imprenditori, tifosi e forze produttive locali nella costruzione di un’alternativa.

Quella prospettiva, almeno per il momento, sembra avere lasciato nuovamente spazio alla possibilità di trattare direttamente per il Cosenza Calcio.

Ed è proprio qui che si giocherà la partita più importante.

IL RUOLO DEGLI IMPRENDITORI COSENTINI

La vera novità potrebbe essere rappresentata dalla volontà di creare una struttura più ampia rispetto al modello dell’imprenditore unico.

Un gruppo di soggetti economici del territorio potrebbe infatti consentire una distribuzione degli investimenti e delle responsabilità, costruendo un progetto meno dipendente da una sola persona e maggiormente legato al tessuto produttivo della città.

È una formula che necessita, però, di regole chiare.

Chi investe deve sapere quanto investire, per quanto tempo e con quali responsabilità. Deve esistere una governance definita, un piano sportivo e finanziario credibile e soprattutto una prospettiva pluriennale.

Perché il calcio professionistico moderno non può vivere soltanto di entusiasmo.

Occorrono programmazione, strutture, settore giovanile, rapporti con gli sponsor, marketing, infrastrutture e una gestione economica rigorosa.

IL MARULLA E IL RAPPORTO CON LA CITTÀ

A rendere ancora più complesso il quadro c’è la situazione dello stadio Gigi Marulla.

Dal 28 settembre è previsto l’avvio del cantiere per i lavori di riqualificazione dell’impianto, finanziati con circa sette milioni di euro. Nella prima fase potrebbero essere interessati dalla temporanea inagibilità diversi settori dello stadio.

Anche questo rappresenta un elemento importante per chiunque intenda investire nel calcio cittadino.

Una società che voglia costruire un progetto serio dovrà necessariamente confrontarsi con il Comune sul futuro dell’impianto, sulla convenzione e sulle modalità di utilizzo del Marulla una volta completati gli interventi.

Il rapporto con l’amministrazione comunale sarà quindi uno dei punti centrali di qualsiasi nuova fase.

ADESSO SERVONO FATTI

Cosenza ha vissuto negli ultimi mesi troppe indiscrezioni, trattative, incontri, frenate e improvvise riaperture.

Per questo la città guarda alla nuova iniziativa con interesse, ma inevitabilmente anche con prudenza.

La presenza di imprenditori disposti a confrontarsi rappresenta certamente un elemento nuovo, ma sarà necessario capire rapidamente se dalle interlocuzioni preliminari nascerà una proposta concreta.

I prossimi passaggi dovrebbero servire proprio a questo: verificare disponibilità economiche, condizioni della proprietà, eventuale prezzo richiesto e struttura futura della società.

Soltanto dopo sarà possibile capire se si è davanti all’ennesimo tentativo destinato a fermarsi oppure all’inizio di una nuova stagione per il calcio cosentino.

Una cosa appare comunque evidente: attorno al Cosenza qualcosa ha ricominciato a muoversi.

E in una città che vive il calcio come parte della propria identità, la speranza è che questa volta alle parole possano seguire numeri, programmi e decisioni concrete.

Il futuro del pallone rossoblù torna dunque sul tavolo.

E stavolta, più che mai, serviranno chiarezza, responsabilità e soprattutto una visione capace di restituire alla città non soltanto una squadra, ma un progetto nel quale tornare a credere.

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