COSENZA – Quella che per anni è stata considerata una delle più gravi lacune della sanità cosentina adesso comincia concretamente a essere colmata. All’ospedale dell’Annunziata è pienamente operativo il nuovo blocco cardio-toraco-vascolare, una struttura destinata a diventare punto di riferimento per un bacino di circa 700mila abitanti.
Non si tratta più soltanto di un progetto o di un annuncio. La nuova Cardiochirurgia ha già iniziato la propria attività e sono stati effettuati i primi interventi.
Un risultato particolarmente importante per la provincia di Cosenza, costretta per anni a fare i conti con la necessità di trasferire numerosi pazienti verso altre strutture della Calabria o, molto spesso, fuori regione per affrontare interventi cardiochirurgici complessi.
Il nuovo polo dell’Annunziata dispone di tre sale operatorie e sedici posti letto e nasce dalla collaborazione tra l’Azienda ospedaliera di Cosenza e l’Università della Calabria.
L’obiettivo è creare un percorso completo per il paziente cardiopatico, mettendo in rete professionalità, diagnostica, cardiologia interventistica, chirurgia vascolare e cardiochirurgia.
L’avvio della struttura rappresenta un passaggio che Cosenza attendeva da circa vent’anni.
La possibilità di intervenire direttamente sul territorio può avere ricadute importanti non soltanto sulla qualità dell’assistenza, ma anche sul fenomeno della mobilità sanitaria.
Ogni paziente costretto a partire per altre regioni significa infatti una persona che deve affrontare un momento delicatissimo lontano dalla propria casa e dalla propria famiglia, ma significa anche risorse economiche che il sistema sanitario calabrese trasferisce altrove.
Adesso la sfida sarà garantire continuità, personale sufficiente e standard elevati.
Per sostenere il nuovo assetto sono previste anche nuove assunzioni, mentre l’integrazione con l’Università della Calabria potrà rappresentare un elemento decisivo per la formazione, la ricerca e l’arrivo di nuove professionalità.
La Cardiochirurgia dell’Annunziata non risolve da sola tutti i problemi della sanità cosentina, ma rappresenta certamente un cambio di passo significativo.
Dopo anni di attese, polemiche e pazienti costretti a percorrere centinaia di chilometri, oggi Cosenza può finalmente contare su un presidio che potrebbe cambiare concretamente il destino di tante persone.
Ora sarà necessario consolidarlo, farlo crescere e soprattutto evitare che ciò che è stato costruito rimanga un’eccellenza isolata.
La sanità pubblica viene giudicata sui fatti. E questa volta il fatto più importante è semplice: a Cosenza la Cardiochirurgia ha iniziato davvero a operare.

