COSENZA – Una corsa contro il tempo, una grave infezione resistente alle terapie e infine l’utilizzo di un antibiotico di nuova generazione disponibile soltanto in pochi centri. È la vicenda sanitaria che arriva dall’ospedale dell’Annunziata di Cosenza e che vede protagonista un paziente trentenne giunto in condizioni estremamente serie dopo un incidente stradale.
Durante il ricovero il giovane avrebbe contratto un’infezione provocata da Acinetobacter baumannii, microrganismo che può sviluppare una forte resistenza agli antibiotici e che, in questo caso, secondo quanto spiegato dal direttore della Terapia Intensiva Andrea Bruni, risultava particolarmente difficile da trattare.
La situazione clinica era seria: febbre elevata, ipotensione e successivamente un quadro di sepsi e shock. Gli specialisti dell’Annunziata, attraverso gli approfondimenti microbiologici, sono riusciti a identificare il microrganismo e soprattutto a studiarne la resistenza ai diversi farmaci.
È stato proprio questo passaggio a rivelarsi determinante.
Le terapie antibiotiche inizialmente somministrate non riuscivano infatti a ottenere la risposta sperata. Il laboratorio di microbiologia ha quindi testato la sensibilità del ceppo anche nei confronti degli antibiotici più recenti.
La strada individuata è stata quella dello Xacduro, antibiotico utilizzato per infezioni gravi provocate da determinati ceppi resistenti di Acinetobacter baumannii. La disponibilità del medicinale è limitata e, come spiegato da Bruni, l’approvvigionamento dall’estero richiede una procedura particolare. L’ospedale cosentino ne aveva però una scorta.
Il trattamento ha consentito di superare la fase più critica. Il paziente, secondo le informazioni rese disponibili, sta meglio ed è stato trasferito a Roma per ulteriori cure ricostruttive, al termine delle quali dovrebbe fare ritorno in Calabria.
Una vicenda che richiama l’attenzione anche su un problema sanitario molto più ampio: quello dell’antibiotico-resistenza. Quando alcuni batteri diventano resistenti a numerosi antibiotici, la disponibilità di laboratori capaci di identificarli rapidamente e di reparti in grado di scegliere tempestivamente una terapia mirata può diventare decisiva.
E questa volta la risposta è arrivata proprio da Cosenza.
In una sanità calabrese troppo spesso raccontata soltanto attraverso carenze, liste d’attesa e migrazione sanitaria, la storia del trentenne rappresenta anche la testimonianza delle competenze professionali presenti all’interno dell’ospedale dell’Annunziata.

