FIRMO-SIBARI, CIRCA 400 AGRICOLTORI IN PROTESTA: TRATTORI E RALLENTAMENTI SULL’A2

FIRMO-SIBARI – Una lunga colonna di trattori, circa 400 agricoltori mobilitati e pesanti rallentamenti alla circolazione nei pressi dello svincolo dell’A2 Autostrada del Mediterraneo di Firmo-Sibari. È uno dei punti più caldi della protesta che oggi, 28 settembre, sta attraversando la Calabria nell’ambito della mobilitazione denominata “L’Italia scende in piazza”, promossa contro il caro carburanti e le difficoltà sempre più pesanti che stanno colpendo il comparto agricolo.

Fin dalle prime ore della mattinata numerosi agricoltori hanno raggiunto l’area dello svincolo con i propri mezzi agricoli, dando vita a un presidio che ha inevitabilmente avuto ripercussioni sulla viabilità. Secondo le informazioni disponibili, la presenza dei trattori e dei manifestanti ha provocato forti rallentamenti, mentre le forze dell’ordine hanno presidiato la zona per garantire la sicurezza e impedire che la protesta determinasse il blocco completo dell’autostrada.

Sul posto sono impegnati Polizia di Stato, Carabinieri e Guardia di Finanza, con l’obiettivo di monitorare costantemente la situazione e gestire i flussi di traffico in un nodo strategico della rete viaria calabrese. La manifestazione, almeno nelle modalità finora riportate, si è sviluppata soprattutto nelle immediate vicinanze dello svincolo, mantenendo alta la pressione senza arrivare a una chiusura totale e prolungata dell’A2.

Alla base della mobilitazione c’è innanzitutto il caro carburante, e in particolare l’aumento dei costi del gasolio utilizzato per le lavorazioni agricole. Gli imprenditori del settore denunciano un’incidenza ormai molto elevata dell’energia e dei carburanti sui bilanci aziendali, con conseguenze che si sommano ai rincari delle materie prime, dei fertilizzanti, dei trasporti e delle altre voci indispensabili alla produzione.

Ma la protesta non riguarda soltanto il prezzo del carburante. Le associazioni che hanno aderito alla mobilitazione denunciano anche quella che definiscono concorrenza sleale dei prodotti provenienti da Paesi extra-Ue, sottolineando la difficoltà per le imprese italiane di competere con produzioni sottoposte, secondo i manifestanti, a regole e costi differenti rispetto a quelli imposti agli agricoltori europei.

Altro tema centrale è quello della cosiddetta forbice dei prezzi: gli agricoltori lamentano una distanza eccessiva tra quanto viene riconosciuto al produttore alla fonte e il prezzo che il consumatore si ritrova successivamente a pagare sugli scaffali. Una situazione che, secondo i promotori della protesta, penalizza contemporaneamente chi produce e chi acquista, mentre una parte significativa del valore si disperderebbe lungo la filiera.

Tra le rivendicazioni figura inoltre l’emergenza legata alla fauna selvatica, con gli agricoltori che chiedono interventi più incisivi per contrastare i danni provocati alle coltivazioni. Anche questo problema, insieme al caro energia e ai costi di produzione, viene indicato come uno dei fattori che stanno mettendo a rischio la sostenibilità economica di numerose aziende.

La protesta di Firmo-Sibari non è un episodio isolato. La mobilitazione sta interessando contemporaneamente diversi territori della Calabria. Presidi di trattori e manifestanti vengono segnalati anche a Passovecchio di Crotone, lungo la Statale 106 Ionica in prossimità dell’innesto con la Statale 107, oltre che a Pizzo, Rosarno e Cariati. In alcune zone si sono verificati blocchi temporanei e rallentamenti significativi.

L’iniziativa è promossa dal Movimento Popolare Nazionale insieme a diverse realtà del comparto, tra cui Popolo di Calabria, Movimento Territorio e Agricoltura, Gda Associazione Tutela Agricoltori, Gruppo Agricoltori del Crotonese e Comitati Riuniti Agricoli – Cittadini Italiani. Secondo i promotori, la rete delle associazioni coinvolte conterebbe in Calabria oltre 3.000 aderenti.

I promotori Giancarlo Greco e Antonio Zangari hanno sottolineato come la vertenza non riguardi soltanto gli addetti ai lavori, ma abbia ricadute sull’intero sistema economico. La loro posizione è che una crisi profonda del settore agricolo finirebbe inevitabilmente per produrre conseguenze sull’occupazione, sui prezzi e sull’approvvigionamento alimentare.

Sulla mobilitazione è intervenuto anche l’assessore regionale all’Agricoltura Gianluca Gallo, che ha definito le rivendicazioni degli agricoltori meritevoli di attenzione, collegando le difficoltà del settore anche alle ripercussioni degli scenari internazionali sui prezzi del petrolio e delle materie prime energetiche. Gallo ha affermato che Regione e Governo devono continuare a ricercare misure più incisive a sostegno del comparto agroalimentare.

La giornata di oggi potrebbe rappresentare soltanto l’inizio di una fase più ampia della protesta. È infatti annunciato, a partire da mercoledì 30 settembre, un presidio permanente lungo la Statale 106 Ionica, all’altezza di Davoli Marina. Le diverse iniziative territoriali dovrebbero poi confluire in una manifestazione nazionale prevista a Cosenza il 10 ottobre, alla quale gli organizzatori puntano a richiamare migliaia di partecipanti provenienti dal Sud Italia.

Il presidio di Firmo-Sibari assume un peso particolare proprio per la posizione strategica dello svincolo. L’A2 rappresenta una delle principali direttrici di collegamento della Calabria con il resto del Mezzogiorno e ogni rallentamento in questo tratto può produrre conseguenze significative sulla mobilità di automobilisti e mezzi pesanti.

Da qui la presenza costante delle forze dell’ordine e l’attenzione riservata alla gestione della circolazione. L’obiettivo è garantire da una parte il diritto alla manifestazione e dall’altra evitare che i disagi si trasformino in situazioni di pericolo o nel blocco prolungato di un’arteria fondamentale.

Per gli agricoltori, però, portare i trattori sulle strade significa soprattutto rendere visibile una crisi che, secondo le organizzazioni del settore, non può più essere affrontata con interventi temporanei. Le richieste riguardano misure strutturali sul costo del gasolio agricolo, maggiori tutele rispetto alle importazioni, prezzi più remunerativi per i produttori e strumenti efficaci per affrontare i danni alle coltivazioni.

Il messaggio partito oggi da Firmo-Sibari è dunque chiaro: una parte consistente del mondo agricolo calabrese chiede risposte immediate alle istituzioni e annuncia che la mobilitazione continuerà.

Intanto sull’A2 restano i rallentamenti e l’immagine più significativa della giornata è quella dei trattori schierati nei pressi dello svincolo, simbolo di una protesta che dalla Piana di Sibari si estende a più territori della regione e che nelle prossime settimane potrebbe diventare ancora più ampia.

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