L’ AUTOREVOLE OSPITE
appuntamento con l’avvocato Domenico Monteleone
C’è una strana, bizzarra spettacolarizzazione che sta avvolgendo in queste ore la Biblioteca Apostolica Vaticana.
Guardate le immagini, le troverete sulla rete, e vedrete una gigantesca onda di settanta metri, battezzata “Diluvium” dall’artista francese JR.
Si abbatte sulla facciata cinquecentesca dello scrigno della memoria cristiana.
L’inaugurazione, in pompa magna, è firmata da Papa Leone XIV per la mostra “AQVA. Catastrophe and Wonder”.
L’intento? Ricordarci che l’acqua può distruggere in poche ore secoli di cultura.
Siamo alle solite.
Ma fatemi capire, da quando in qua il Vaticano ha bisogno di farsi spaventare dalle tempeste?
Qualcuno si è dimenticato che, stando al Vangelo, c’è un Qualcuno che le tempeste le placava con un cenno della mano?
“Perché avete paura, uomini di poca fede?”, si leggeva una volta.
Oggi, invece, per trovare la fede (o forse il marketing?) si preferisce accogliere l’ansia del catastrofismo climatico-artistico direttamente tra le sacre mura.
E l’ironia tocca il culmine all’interno.
Tra un trattato del Cinquecento e i pesci di legno di Bill Moran, spunta persino lo chef Fulvio Pierangelini con i suoi racconti gastronomici.
Insomma, prima vi terrorizziamo con il Diluvio Universale sulla facciata, e poi vi consoliamo con le ricette di pesce nelle sale interne.
Coerenza teologica? Non pervenuta.
Ci dicono che è solo l’inizio di un piano quinquennale e che dopo l’acqua arriveranno il fuoco, la luce, gli insetti.
Praticamente le piaghe d’Egitto, ma in formato vernissage per collezionisti e turisti.
Viene da chiedersi se sia davvero coerente sventolare l’apocalisse e l’onda distruttrice proprio lì, dove per secoli si è annunciata la salvezza e la roccia che non crolla.
Forse, più che proteggere i libri dall’umidità, bisognerebbe proteggere la logica da certe derive moderniste.
In fondo, c’è un filo invisibile che unisce questa gigantesca onda agli slogan moderni e sembra quasi che, pur di accarezzare i dogmi politicamente corretti della cosiddetta Agenda 2030, a San Pietro abbiano deciso di sostituire la Provvidenza divina con i decreti sulla sostenibilità e il terrore climatico.
Dalla salvezza delle anime alla salvezza degli ecosistemi a colpi di mostre d’élite, il passo è breve.
Ma la fede, quella vera, non si misura sugli obiettivi dell’ONU.
Se siete curiosi di vedere questo paradosso liquido, la mostra aprirà al pubblico dal 25 settembre 2026 al 14 maggio 2027.
Voi ci andrete con l’ombrello o con il Vangelo in tasca?
(Domenico Monteleone)

