LUZZI, L’APPELLO DELLA VEDOVA DI SALVATORE GARRITANO: «CONSEGNATEMI LE CENERI DI MIO MARITO»

LUZZI – Una richiesta che prima ancora di avere un significato amministrativo ha il peso di una vicenda profondamente umana.

Elisabetta Turbak, vedova di Salvatore Garritano, ex calciatore del Torino campione d’Italia nel 1976, chiede di poter avere con sé le ceneri del marito, morto il 12 novembre 2025.

Garritano, originario del Cosentino, aveva vestito tra le altre la maglia del Torino dello storico scudetto conquistato nella stagione 1975-76, in una squadra nella quale militavano campioni come Paolo Pulici e Francesco Graziani.

Secondo quanto raccontato dalla vedova, dopo la morte del marito la famiglia avrebbe rispettato la volontà di Garritano di essere cremato.

Le sue ceneri, tuttavia, sarebbero rimaste nel cimitero di Luzzi sin dai giorni immediatamente successivi alla morte.

La donna sostiene di essersi rivolta più volte al Comune per chiedere l’affidamento domiciliare dell’urna contenente le ceneri del marito, anche insieme all’agenzia funebre che si era occupata delle esequie.

La richiesta della famiglia è semplice: poter custodire l’urna nella propria abitazione.

Secondo quanto riferito dalla vedova, dagli uffici comunali sarebbero però arrivate risposte negative o comunque non risolutive.

La donna richiama la normativa nazionale in materia di cremazione e affidamento delle ceneri e chiede che venga finalmente consentito alla famiglia di custodire l’urna.

Al di là degli aspetti burocratici e amministrativi che dovranno essere chiariti dagli enti competenti, resta la sofferenza di una moglie che chiede di poter rispettare quella che descrive come una scelta condivisa con il marito.

Salvatore Garritano è stato uno dei calciatori calabresi capaci di raggiungere il massimo livello del calcio italiano.

La sua carriera rimane legata soprattutto a quel Torino che, nel 1976, riuscì a conquistare lo scudetto interrompendo un’attesa durata quasi trent’anni.

Per Luzzi e per tutto il territorio cosentino il suo nome rappresenta quindi anche una pagina importante di storia sportiva.

Oggi, però, la vicenda non riguarda il calcio.

Riguarda una famiglia, il lutto e il desiderio di una donna di poter custodire nella propria casa ciò che resta materialmente della persona con la quale ha condiviso una vita.

L’auspicio è che la situazione possa essere chiarita rapidamente dalle amministrazioni competenti e che possa essere trovata una soluzione nel rispetto delle norme e della volontà della famiglia.

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