Marano Marchesato sotto shock: il dolore di una comunità colpita in poche ore

Dietro i numeri dell’incidente di San Fili c’è poi un’altra notizia, meno tecnica ma altrettanto importante sul piano umano e sociale: lo choc che ha investito Marano Marchesato, il centro del Cosentino da cui provenivano le due vittime adulte del frontale. Le cronache locali descrivono un paese travolto da una notizia arrivata nel cuore della notte e diventata, col passare delle ore, sempre più pesante da sostenere. Un ragazzo di appena diciannove anni e un uomo di quarantasei, due generazioni diverse, unite nello stesso destino e nello stesso veicolo.

Il dramma ha assunto dimensioni ancora più laceranti quando, domenica 19 aprile, si è saputo che non ce l’aveva fatta neppure la bambina fatta nascere con cesareo d’urgenza dopo lo schianto. È questo elemento ad avere trasformato l’incidente da grave fatto di cronaca nera a evento destinato a lasciare un segno molto più profondo nella memoria collettiva del territorio. Non solo per il numero delle vite spezzate, ma per la sequenza stessa degli eventi: lo schianto, la corsa disperata in ospedale, il tentativo di salvare almeno la piccola, poi la notizia della sua morte.

In queste ore la cronaca si intreccia inevitabilmente con il sentimento popolare. La 107 è una strada che migliaia di calabresi percorrono per lavoro, studio, salute, collegamenti tra costa ed entroterra. Quando la tragedia colpisce lì, in una galleria, di notte, il riflesso emotivo è immediato: non si legge soltanto una notizia, ci si immagina dentro quel tunnel, in quel tratto, in quella corsa interrotta.

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