Mongrassano, arrestato l’ex compagno di Ida Frassetti: in carcere dopo la sparatoria di agosto

Michele Bianco, 31 anni, è stato raggiunto da una misura cautelare ed è stato trasferito nel carcere “Sergio Cosmai” di Cosenza. È accusato di tentato omicidio e lesioni personali gravi. Gli investigatori stanno ricostruendo nel dettaglio quanto avvenuto nella notte del 13 agosto

MONGRASSANO – Si apre un nuovo capitolo giudiziario nella drammatica vicenda avvenuta a Mongrassano lo scorso 13 agosto. Michele Bianco, 31 anni, è stato arrestato dai carabinieri e trasferito nel carcere “Sergio Cosmai” di Cosenza in seguito alla misura cautelare emessa nell’ambito dell’inchiesta sul ferimento dell’ex compagna Ida Frassetti.

La donna, coetanea dell’uomo e madre con lui di un bambino, era stata raggiunta da diversi colpi d’arma da fuoco nel corso di un episodio verificatosi durante la notte nel centro storico del comune cosentino.

Le accuse contestate a Bianco sono, allo stato, quelle di tentato omicidio e lesioni personali gravi. Le indagini sono coordinate dalla Procura della Repubblica di Cosenza e dal pubblico ministero Nicoletta Fruncillo e vengono condotte dai carabinieri.

La notte della sparatoria

I fatti risalgono al 13 agosto 2026.

Secondo le ricostruzioni finora emerse, Ida Frassetti e Michele Bianco avevano avuto in passato una relazione e avevano vissuto per un periodo in Germania. Dopo la separazione, la donna era tornata in Calabria.

Nella notte dell’aggressione i due si sarebbero incontrati nell’abitazione della madre dell’uomo, in via Timpone, a Mongrassano. Gli investigatori stanno ancora cercando di stabilire con esattezza ciò che sia accaduto in quelle ore e quale sia stata la sequenza precisa degli eventi.

Secondo quanto ricostruito inizialmente dagli inquirenti, alla base dell’incontro potrebbe esserci stato un tentativo di riavvicinamento tra i due, seguito da una lite. Saranno tuttavia gli accertamenti giudiziari a definire il quadro.

Durante quella notte vennero esplosi diversi colpi di pistola contro la donna.

Successivamente Bianco avrebbe rivolto la stessa arma contro sé stesso. Il gesto sarebbe stato interrotto grazie all’intervento del padre. Entrambi furono quindi trasportati d’urgenza all’ospedale dell’Annunziata di Cosenza e sottoposti a interventi chirurgici.

Ida raggiunta da quattro colpi

Le condizioni della giovane avevano destato forte preoccupazione fin dalle prime ore.

Secondo quanto comunicato nei giorni successivi all’aggressione, Ida Frassetti era stata raggiunta da quattro proiettili, con ferite al collo, alla spalla e in prossimità di un polmone. I medici avevano disposto monitoraggi e accertamenti specifici proprio per verificare eventuali lesioni polmonari.

Gli accertamenti clinici avevano inoltre evidenziato segni compatibili con una violenta colluttazione precedente agli spari, tra cui ecchimosi e morsi sul corpo della donna.

Nonostante la gravità delle ferite, la donna non sarebbe stata colpita in organi vitali e, dopo il periodo di ricovero e le cure ricevute, le sue condizioni sono progressivamente migliorate.

Anche Bianco era rimasto ricoverato all’Annunziata e, durante la degenza, era stato piantonato dai carabinieri. Una volta dimesso, nei suoi confronti è stata eseguita la misura cautelare che ha portato al trasferimento in carcere.

Ida ascoltata dagli investigatori

Uno dei passaggi più importanti dell’inchiesta riguarda la testimonianza della stessa Ida Frassetti.

Dopo le dimissioni dall’ospedale e il miglioramento delle condizioni di salute, la donna è stata ascoltata dagli inquirenti e ha fornito la propria versione dei fatti. È assistita dall’avvocato Enrico Morcavallo del Foro di Cosenza.

Le sue dichiarazioni saranno ora confrontate con gli altri elementi raccolti nel corso delle indagini.

Il lavoro degli investigatori punta infatti a chiarire un aspetto fondamentale: capire se quanto accaduto sia stato il risultato di un gesto compiuto d’impeto durante una lite oppure se l’azione fosse stata preparata in precedenza.

È un punto decisivo per la ricostruzione investigativa e per la successiva valutazione giudiziaria.

Sequestrati telefono e sim

Già nei giorni immediatamente successivi alla sparatoria, la Procura aveva disposto una serie di accertamenti tecnici.

Tra gli elementi acquisiti figurano lo smartphone e la scheda sim utilizzati da Bianco. Il sequestro probatorio è stato convalidato dalla Procura per consentire approfondimenti sulle memorie dei dispositivi.

Gli investigatori intendono ricostruire attraverso chiamate, messaggi, fotografie, file e conversazioni sulle applicazioni di messaggistica i rapporti intercorsi tra i due nel periodo precedente alla notte del 13 agosto. Gli accertamenti comprendono un arco temporale che va dal 2024 al 2026.

Le informazioni contenute nei dispositivi potrebbero quindi avere un ruolo importante nel chiarire se vi fossero tensioni pregresse, tentativi di riconciliazione o altri elementi utili all’indagine.

L’appartamento sotto sequestro

Anche l’abitazione teatro dell’episodio è stata sottoposta a sequestro.

All’interno dell’appartamento di via Timpone sono stati effettuati rilievi e repertati elementi che saranno esaminati dai reparti specializzati dell’Arma.

Gli investigatori stanno inoltre raccogliendo le testimonianze delle persone che potrebbero avere informazioni utili su quanto accaduto prima e dopo gli spari.

L’obiettivo è mettere insieme ogni tassello per arrivare a una ricostruzione quanto più precisa possibile.

Un episodio che ha scosso Mongrassano

La vicenda aveva profondamente colpito la comunità di Mongrassano e, più in generale, l’intero Cosentino.

Nelle ore successive all’accaduto l’attenzione si era concentrata soprattutto sulle condizioni della giovane, ricoverata con ferite importanti e sottoposta a delicati accertamenti.

Il miglioramento del quadro clinico aveva successivamente consentito ai medici di sciogliere la prognosi, pur mantenendo la paziente sotto osservazione.

Resta, tuttavia, anche la dimensione psicologica di quanto subito. Un trauma che non si esaurisce con la guarigione delle ferite fisiche e che accompagnerà inevitabilmente il percorso personale della giovane.

Adesso la parola passa alla giustizia

Con l’arresto di Michele Bianco, l’inchiesta entra adesso in una nuova fase.

Il trentunenne resta in carcere mentre proseguono gli accertamenti della Procura di Cosenza. Saranno le successive attività investigative e gli eventuali passaggi processuali a definire responsabilità e qualificazione definitiva dei fatti.

Come sempre in questa fase, l’indagato deve essere considerato non colpevole fino a eventuale sentenza definitiva.

Rimane intanto una certezza: quella notte di agosto ha lasciato un segno profondo in una famiglia e in un’intera comunità. Le indagini dovranno ora stabilire, con precisione e senza zone d’ombra, tutto ciò che accadde prima che venissero esplosi quei colpi.

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