MORANO CALABRO – Una scoperta inquietante ha riacceso l’attenzione sulle ricerche di una donna scomparsa da settimane nel territorio del Pollino. Alcuni resti umani sono stati individuati nel pomeriggio del 26 settembre in una zona particolarmente impervia nei pressi dello svincolo autostradale di Morano Calabro.
A fare il ritrovamento sarebbero stati alcuni giovani impegnati in un’escursione con moto da enduro. Percorrendo sentieri difficili e poco frequentati, avrebbero notato i resti all’interno di un profondo canalone.
A poca distanza sarebbe stata rinvenuta anche una borsa. Proprio questo elemento ha fatto immediatamente ipotizzare un possibile collegamento con la scomparsa di Maria Santandrea, 78 anni, residente a Frascineto e della quale non si avevano più notizie dal 27 agosto.
Le autorità hanno però mantenuto sin dall’inizio la massima prudenza. L’identità dei resti deve essere accertata attraverso gli esami medico-legali ed eventualmente mediante comparazione del Dna.
La donna era stata vista per l’ultima volta nella zona di Conca del Re, nei pressi della casa circondariale di Castrovillari.
La sua scomparsa aveva fatto scattare una vasta operazione di ricerca che, nei giorni successivi, aveva coinvolto Carabinieri, Carabinieri Forestali, Vigili del Fuoco, Guardia di Finanza, Soccorso Alpino, Protezione Civile e numerosi volontari.
Per esplorare un territorio particolarmente vasto e difficile erano stati utilizzati anche droni, elicotteri e unità cinofile.
Il Pollino presenta infatti numerose aree boschive, canaloni e sentieri che possono rendere estremamente complesse le ricerche, soprattutto quando trascorrono molti giorni dalla scomparsa.
Sul luogo del rinvenimento sono intervenute le forze dell’ordine e l’autorità giudiziaria per effettuare i rilievi necessari e predisporre il recupero dei resti.
Solo gli accertamenti scientifici potranno stabilire con certezza l’identità della persona ritrovata e chiarire le cause della morte.
Fino ad allora qualsiasi ricostruzione resta prematura.

