Una giornata di escursione sui sentieri del Pollino si è trasformata in ore di paura per un uomo di 55 anni, residente in provincia di Cosenza, che ha perso l’orientamento durante la discesa in un’area montana compresa tra Civita e Frascineto.
Le operazioni di ricerca e soccorso si sono protratte fino a tarda sera e si sono concluse positivamente grazie anche all’impiego della tecnologia. Determinante è stato infatti l’utilizzo di un drone equipaggiato con termocamera, che ha consentito ai soccorritori di individuare l’escursionista nonostante il buio e le difficili caratteristiche del territorio.
L’uomo si trovava nella zona di Fontana di Ratto ed era rimasto lievemente ferito.
Secondo la ricostruzione, nel tardo pomeriggio il cinquantacinquenne si era separato dal compagno con il quale stava effettuando l’escursione. Quest’ultimo aveva deciso di trascorrere la notte in tenda nei pressi della sorgente del Vascello, a circa 1.640 metri di quota, mentre l’altro escursionista aveva intrapreso la discesa.
Durante il percorso, però, avrebbe perso l’orientamento.
Con l’arrivo della sera e l’assenza di notizie è scattato l’allarme. In un ambiente montano caratterizzato da boschi fitti, pendii e sentieri non sempre facilmente individuabili, le ricerche si sono presentate subito particolarmente delicate.
L’impiego del drone termico ha permesso di restringere l’area delle ricerche fino all’individuazione dell’uomo. Le squadre di soccorso hanno quindi raggiunto la posizione e completato il recupero.
Le condizioni dell’escursionista, fortunatamente, non hanno destato particolare preoccupazione.
L’episodio dimostra ancora una volta quanto la tecnologia possa rappresentare un supporto decisivo nelle operazioni di soccorso in montagna. Le termocamere sono infatti in grado di rilevare fonti di calore anche durante le ore notturne e in aree nelle quali una ricerca effettuata esclusivamente a vista richiederebbe tempi molto più lunghi.
Resta fondamentale, tuttavia, affrontare le escursioni in montagna con una corretta preparazione, soprattutto quando ci si muove in zone vaste e impervie come quelle del Pollino.
Questa volta la storia si è conclusa nel migliore dei modi: dopo ore di apprensione, l’escursionista è stato individuato e riportato in sicurezza.

