Rosarno, l’orrore digitale contro le minorenni: foto manipolate con l’IA e diffusione sui social

Tra i fatti più gravi emersi il 18 aprile in Calabria c’è anche quello di Rosarno, nel Reggino, dove alcune ragazzine minorenni sono state colpite da un’azione umiliante e devastante: le loro fotografie sono state manipolate, con i volti applicati su corpi nudi di donna, e poi diffuse su diverse piattaforme social. Durissima la presa di posizione del parroco don Salvatore Larocca e del Comune.

Il sacerdote ha parlato di dignità calpestata e di un uso aberrante degli strumenti digitali e dell’intelligenza artificiale, sottolineando che nessuno può togliere dignità a un’altra persona. Il Comune di Rosarno, con una nota istituzionale, ha espresso sgomento, solidarietà alle ragazze e alle famiglie, e ha fatto sapere di avere già attivato i servizi sociali con figure professionali di supporto. Nello stesso intervento pubblico è stata chiesta chiarezza piena sulle responsabilità.

È una vicenda che pesa enormemente perché tiene insieme tre livelli diversi: la violenza psicologica sulle minori, il tema della tutela digitale e l’emergere di un uso distorto dell’IA in contesti di bullismo e sopraffazione. In una regione spesso concentrata sulle cronache di sangue o di mafia, questo episodio ricorda che esiste anche una frontiera nuova e feroce della violenza, quella che passa dai telefoni, dai social e dalla manipolazione dell’immagine.

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