SANITÀ, A COSENZA IL PRIMO CONGRESSO ASP SU ANESTESIA E RIANIMAZIONE: DUE GIORNI DEDICATI AL PAZIENTE CRITICO

COSENZA – Condividere esperienze, uniformare i percorsi assistenziali e mettere a confronto le professionalità che ogni giorno operano nell’area dell’emergenza e della terapia intensiva. Nasce con questi obiettivi il primo congresso dell’Asp di Cosenza dedicato ad Anestesia e Rianimazione, in programma oggi 25 e domani 26 settembre nella Sala Conferenze dell’Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri di Cosenza.

Il congresso, dal titolo “Percorsi clinici e innovazione in Anestesia e Rianimazione”, mette insieme le esperienze dei tre Spoke aziendali di Paola-Cetraro, Corigliano-Rossano e Castrovillari.

La responsabilità scientifica è affidata a Pasqualina Brunelli, direttrice dell’UOC Anestesia e Terapia Intensiva di Paola-Cetraro, Alessandra Silvagni, direttrice dell’omologa unità di Corigliano-Rossano, e Simona Paola Tiburzi, direttrice dell’UOC Anestesia e Rianimazione di Castrovillari.

Il programma affronta alcuni dei temi più complessi nella gestione del paziente critico: monitoraggio, anestesia locoregionale, ventilazione non invasiva, trattamento della sepsi, nutrizione e ultrafiltrazione.

Argomenti estremamente specialistici che hanno però una ricaduta diretta sulla qualità delle cure offerte ai cittadini.

Nel paziente critico, infatti, tempi di intervento, corretta valutazione clinica e possibilità di disporre di protocolli condivisi possono rappresentare elementi decisivi. Da qui l’importanza di mettere in comunicazione professionisti provenienti da strutture differenti.

L’obiettivo non è soltanto l’aggiornamento scientifico. Il confronto tra i tre principali presidi dell’Azienda sanitaria provinciale può contribuire anche alla costruzione di procedure sempre più uniformi, riducendo differenze organizzative e favorendo una maggiore integrazione della rete.

La sanità cosentina presenta un territorio molto esteso e complesso, nel quale la capacità di collegare efficacemente gli ospedali costituisce una delle sfide principali.

Il congresso offre quindi anche l’occasione per ragionare su un modello sanitario che, partendo dalla specializzazione dei singoli professionisti, costruisca una rete capace di mettere realmente al centro il paziente.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *