COSENZA – Dalle carte al cantiere. Sono ufficialmente iniziati i lavori di riqualificazione dello stadio San Vito-Gigi Marulla di Cosenza.
Nella mattinata di lunedì 28 settembre sono stati aperti i cancelli dell’impianto e avviate le prime attività operative, segnando l’inizio concreto di un intervento atteso da tempo e destinato a modificare significativamente lo storico stadio cittadino.
Il progetto esecutivo era stato formalmente approvato dal Comune di Cosenza con una determinazione dirigenziale del 9 settembre 2026.
L’intervento dispone di un finanziamento complessivo di 7 milioni di euro, nell’ambito delle risorse del Fondo Sviluppo e Coesione 2021-2027 e della programmazione collegata alla deliberazione CIPESS del 23 aprile 2024.
L’avvio dei lavori arriva dopo mesi caratterizzati non solo dall’iter tecnico e amministrativo, ma anche dalla complessa vicenda relativa all’utilizzo dello stadio da parte del Cosenza Calcio.
La necessità di rendere compatibili il cantiere e l’attività sportiva ha infatti rappresentato uno degli aspetti maggiormente discussi.
Durante le fasi dei lavori alcune zone dell’impianto saranno interessate direttamente dalle operazioni. In particolare, secondo quanto emerso nella fase preparatoria, Curva Nord, Curva Sud e Tribuna B potrebbero subire chiusure legate alle esigenze di sicurezza del cantiere.
Particolare attenzione è rivolta alla Curva Sud Bergamini, dove stanno prendendo forma le prime aree di cantiere.
La riqualificazione del Marulla rappresenta una delle opere più rilevanti degli ultimi anni per quanto riguarda gli impianti sportivi cittadini.
Per generazioni di cosentini, infatti, il San Vito-Gigi Marulla non è soltanto uno stadio. È un luogo legato alla storia sportiva e sociale della città, teatro delle stagioni più importanti del calcio rossoblù e di partite rimaste nella memoria collettiva.
L’avvio del cantiere apre adesso una fase nuova. Da una parte la necessità di rispettare tempi, costi e programmi dell’intervento; dall’altra quella di trovare soluzioni che limitino il più possibile le conseguenze sull’attività sportiva.
Dopo anni di progetti, discussioni e passaggi amministrativi, per il Marulla è arrivato dunque il momento delle ruspe e degli operai.

