RENDE – Con l’avvio del nuovo anno accademico torna uno dei problemi più sentiti dagli studenti dell’Università della Calabria e dalle loro famiglie: trovare una stanza a un prezzo sostenibile nelle zone vicine al campus.
La differenza tra Quattromiglia e Arcavacata può arrivare anche a cento euro al mese, una cifra che nell’arco di un intero anno universitario diventa molto pesante per i bilanci familiari.
Secondo i dati e le testimonianze raccolte nell’area universitaria, a Quattromiglia una stanza singola può costare mediamente tra 250 e 350 euro al mese, con offerte che raggiungono anche i 330-350 euro. Ad Arcavacata, invece, è possibile trovare singole intorno ai 200 euro.
Una differenza che non dipende soltanto dalla distanza dall’Università della Calabria. Quattromiglia offre una maggiore concentrazione di servizi, locali, negozi, trasporti e occasioni di socializzazione. È diventata negli anni il vero centro della vita universitaria rendese e proprio questa forte domanda finisce inevitabilmente per incidere sui prezzi.
A sottolinearlo è anche Francesca Salvo, docente di Estimo e valutazione al Dipartimento di Ingegneria dell’Ambiente dell’Unical. Per molti studenti la scelta di Arcavacata non sarebbe quindi legata a una preferenza personale, ma alla necessità di contenere le spese.
Cento euro al mese significano infatti oltre mille euro in più nell’arco di un anno. Se a questo si aggiungono bollette, spese condominiali, alimentazione, trasporti, libri e materiale universitario, il costo necessario per mantenere un figlio fuori sede cresce sensibilmente.
Il periodo più difficile è proprio quello compreso tra agosto e settembre. È in queste settimane che migliaia di studenti cercano contemporaneamente una sistemazione e la domanda di appartamenti cresce rapidamente.
C’è poi il problema di chi attende ancora l’eventuale assegnazione di un posto nelle residenze universitarie. Questi studenti possono essere costretti a cercare una soluzione temporanea e, avendo meno tempo a disposizione, dispongono anche di un minore potere di scelta.
Secondo Paola Cannavò, docente dell’ateneo rendese, tra le possibili risposte al problema ci sarebbero il rafforzamento delle residenze universitarie e il recupero del patrimonio edilizio inutilizzato.
Il tema, dunque, va ben oltre il semplice mercato immobiliare. Il costo degli affitti può incidere direttamente sul diritto allo studio e sulla possibilità, per una famiglia, di sostenere il percorso universitario dei propri figli.
L’Università della Calabria continua ad attirare studenti da tutta la regione e dal resto d’Italia. Ma perché il campus possa continuare a rappresentare una vera opportunità di crescita, la disponibilità di alloggi accessibili resta una delle sfide principali per l’intera area urbana di Cosenza e Rende.

