Ieri, alle ore 21:39 locali, una scossa di terremoto di magnitudo 3.6 è stata registrata nel Tirreno Meridionale, al largo della costa calabrese. Secondo i dati forniti dall’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV), l’evento sismico ha avuto un ipocentro a una profondità di circa 169 km.
Nonostante la profondità significativa, la scossa è stata avvertita in diverse località della Calabria e della Sicilia, suscitando preoccupazione tra la popolazione, in particolare nelle città di Reggio Calabria e Messina. Fortunatamente, non sono stati segnalati danni a persone o strutture.
Questo evento sismico si inserisce in un contesto di attività tellurica che ha interessato la regione nelle settimane precedenti. Il 9 aprile, ad esempio, un terremoto di magnitudo 2.4 è stato registrato nella Costa Calabra nord-occidentale, in provincia di Cosenza, con un ipocentro a 56 km di profondità. Anche in quel caso, non si sono verificati danni.
La Calabria è una delle regioni italiane a più alto rischio sismico, attraversata da numerose faglie attive. Eventi come quelli recenti sottolineano l’importanza di una costante attività di monitoraggio e di una pianificazione adeguata delle misure di prevenzione e protezione civile.

