Badolato, paese commissariato e comunità scoraggiata

La comunità di Badolato, un pittoresco borgo calabrese, sta attraversando un periodo di profonda crisi istituzionale e sociale. A seguito dell’operazione antimafia “Ostro”, condotta dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Catanzaro, sono emerse gravi accuse di voto di scambio politico-mafioso che hanno portato all’arresto del sindaco Giuseppe Nicola Parretta e di altri membri dell’amministrazione comunale .

Le indagini hanno rivelato presunti legami tra esponenti politici locali e la cosca di ‘ndrangheta dei Gallace, con l’imprenditore Antonio Paparo che avrebbe avuto un ruolo centrale nel procurare voti in cambio di favori e appalti pubblici . Questo ha portato allo scioglimento del consiglio comunale, formalizzato con un decreto del Presidente della Repubblica il 24 febbraio 2025, e alla nomina del viceprefetto Costanza Pino come commissario straordinario per la gestione provvisoria dell’ente .

La situazione ha generato un profondo senso di scoraggiamento tra i cittadini, molti dei quali si sentono traditi dalle istituzioni e preoccupati per il futuro del loro paese. Tuttavia, non manca la volontà di reagire: diverse associazioni locali stanno cercando di ricostruire la fiducia nella legalità e promuovere iniziative di rinascita civile, sottolineando che “a Badolato non tutto è ‘ndrangheta” .

In questo contesto, le elezioni amministrative previste per maggio 2025 sono state annullate, e il commissariamento del comune rappresenta un passo necessario per ristabilire l’ordine e la legalità. La comunità è ora chiamata a un percorso di risanamento e di riscoperta dei valori civici, con l’auspicio che il futuro possa essere costruito su basi più solide e trasparenti.

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