IL PRIMO MAGGIO PANE, PAROLE E DIGNITA’

RUBRICA: PENNE RIGHE E CALMA(R)I

di Maria Giovanna Santucci

Il Primo Maggio, conosciuto come Festa dei Lavoratori, è una giornata celebrata in molti Paesi del mondo per onorare le conquiste del movimento operaio e il diritto al lavoro.

Ha origine USA 1886 con le proteste a Chicago per chiedere la giornata lavorativa di 8 ore. Le manifestazioni culminarono nei fatti di Haymarket 4 maggio), quando una bomba esplose durante una protesta, portando alla morte di diversi poliziotti e civili.

Due anni dopo i dolorosi avvenimenti accaduti a Chicago, durante il Congresso della Seconda Internazionale a Parigi, nel 1889, si decise di commemorare ogni 1º maggio come giornata di lotta internazionale dei lavoratori, in memoria di quei fatti.

In Italia il Primo Maggio fu celebrato per la prima volta nel 1891. Durante il fascismo fu abolito e sostituito con la “Festa del lavoro italiano” il 21 aprile, ma venne ripristinato nel 1945 alla fine della guerra.

Scrittori e poeti, italiani e internazionali come: Giovanni Pascoli, Cesare Pavese, Ignazio Silone, Gianni Rodari, Bertolt Brecht e Émile Zola hanno parlato del Primo Maggio come simbolo di lotta, dignità del lavoro, giustizia sociale speranza e solidarietà, raccontandolo attraverso storie di lavoratori e ingiustizie sociali.

Il Primo Maggio anche in tavola è un rito collettivo, spesso il pranzo è condiviso tra amici e famiglie in campagna, al mare o nei parchi. È un pranzo della libertà e della comunità, figlio del lavoro e dei suoi frutti. In tavola semplicità e tanta convivialità.

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