Il sindacato UGL Agroalimentare di Cosenza ha recentemente sollecitato un intervento da parte dell’assessore regionale all’Agricoltura, Gianluca Gallo, per aumentare le ore di lavoro settimanali dei lavoratori ex LSU/LPU stabilizzati nel settore agroalimentare. Nonostante la loro stabilizzazione a tempo indeterminato nel 2015, molti di questi lavoratori, impiegati in enti come Calabria Verde, continuano a lavorare con orari ridotti, inferiori alle 36 ore settimanali previste dai contratti di categoria. Il segretario provinciale dell’UGL Agroalimentare, Sergio Strazzulli, ha evidenziato la necessità di modificare le disposizioni amministrative, soprattutto in considerazione del numero crescente di pensionamenti e della conseguente carenza di personale, al fine di ridare dignità a questi lavoratori e potenziare l’efficacia degli interventi nel comparto agroalimentare calabrese .
Questa richiesta si inserisce in un contesto più ampio di proteste da parte degli ex LSU/LPU in Calabria. Ad esempio, nel marzo 2025, circa 4.000 lavoratori hanno manifestato sotto la sede della Regione per chiedere l’aumento delle ore di lavoro e il versamento dei contributi previdenziali per le attività svolte tra il 1998 e il 2014. Molti di loro, nonostante decenni di servizio, percepiscono pensioni molto basse a causa della mancata contribuzione durante gli anni di lavoro a progetto .
Alcuni comuni calabresi hanno già intrapreso iniziative per affrontare questa situazione. Ad esempio, il Comune di Acri ha recentemente stabilizzato il proprio personale ex LSU/LPU a tempo pieno, portando l’orario di lavoro a 36 ore settimanali, una decisione accolta positivamente dai sindacati locali .
La richiesta dell’UGL Agroalimentare mira quindi a uniformare le condizioni lavorative degli ex LSU/LPU nel settore agroalimentare, garantendo loro un orario di lavoro conforme ai contratti di categoria e contribuendo al miglioramento dei servizi pubblici in Calabria.

