Confisca di beni appartenenti a Franco Muto

Il 13 maggio 2025, le autorità italiane hanno eseguito la confisca di beni appartenenti a Franco Muto, noto come il “re del pesce” e ritenuto uno dei principali esponenti della ‘ndrangheta nel Tirreno cosentino. Tra i beni confiscati figura l’abitazione di Muto a Cetraro, dalla quale è stato sfrattato. Questi beni saranno trasferiti al Comune di Cetraro per essere destinati a fini sociali e istituzionali.

Questa confisca rappresenta un ulteriore passo nell’azione dello Stato contro la criminalità organizzata, in particolare contro il clan Muto, attivo da decenni nella regione. La confisca segue la condanna definitiva di Franco Muto a 20 anni di reclusione nel processo “Frontiera”, che ha evidenziato il controllo del clan su vari settori economici, tra cui il commercio ittico, il traffico di droga, le estorsioni e l’infiltrazione negli appalti pubblici.

Inoltre, il 13 maggio 2025, il Tribunale di Paola ha emesso pesanti condanne nell’ambito dell’operazione “Katarion”, che ha coinvolto membri e affiliati del clan Muto. Tra le pene più severe, spicca quella di 26 anni e 11 mesi di reclusione per Giuseppe Mandaliti. Complessivamente, sono state emesse 19 condanne, con pene variabili, e 7 assoluzioni. L’indagine ha documentato circa 250 episodi di cessione di stupefacenti e ha coinvolto anche i ministeri della Salute e dell’Interno come parti civili.

Questi sviluppi testimoniano l’impegno delle istituzioni nel contrastare la criminalità organizzata e nel restituire alla collettività i beni sottratti alle mafie.

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