Calabria: Tirocinanti e precari

Catanzaro, 15 maggio 2025 – Si alza ancora una volta la voce dell’Ugl Calabria in difesa dei tirocinanti e dei lavoratori precari impiegati nella pubblica amministrazione e in progetti sociali e culturali in tutta la regione. Con un comunicato ufficiale, il sindacato ha lanciato un appello pressante alla Giunta regionale guidata dal presidente Roberto Occhiuto affinché si affronti con urgenza la questione del precariato storico che coinvolge migliaia di persone in attesa di stabilizzazione da anni.

Secondo quanto riferito da Ornella Cuzzupi, segretaria regionale dell’Ugl, «non è più tollerabile che uomini e donne che da anni prestano servizio per enti pubblici e realtà territoriali fondamentali continuino a vivere nell’incertezza, con compensi irrisori e senza alcuna tutela né previdenziale né occupazionale». La rappresentante sindacale ha puntato il dito contro la mancanza di un piano concreto da parte della Regione per garantire un futuro dignitoso a questi lavoratori, molti dei quali over 50, con famiglie a carico e un’esperienza decennale alle spalle.

L’Ugl chiede che si avvii un tavolo tecnico permanente per affrontare la questione, con il coinvolgimento dei sindacati e delle amministrazioni locali. In particolare, l’appello è rivolto all’assessore regionale al Lavoro e al Welfare affinché venga istituito un percorso certo di stabilizzazione per i tirocinanti dell’ex Mobilità in deroga, i precari storici degli enti locali, i navigator e tutti coloro che operano da anni nei settori del sociale, della cultura e dell’assistenza senza un contratto stabile.

«Il rischio – avverte l’Ugl – è che si perda un patrimonio umano e professionale irrinunciabile, con gravi ricadute sui servizi alla cittadinanza e sulla coesione sociale in molti territori della Calabria». Il sindacato ha annunciato che, in assenza di risposte concrete entro la fine del mese, non si escludono nuove mobilitazioni e proteste davanti alla Cittadella Regionale.

Il tema del precariato, da anni una ferita aperta nel tessuto economico e sociale calabrese, torna così al centro del dibattito politico, in attesa di soluzioni che sembrano tardare ancora troppo.

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