Anoia sotto assedio: raffica di kalashnikov contro un’abitazione, sfiorata la tragedia

Anoia (RC) – Una notte di terrore ha scosso la tranquillità apparente di Anoia Inferiore, piccolo centro della Piana di Gioia Tauro, dove ignoti hanno fatto fuoco con un kalashnikov e una pistola contro l’abitazione di un 73enne ex dipendente comunale. L’episodio, accaduto nella notte tra il 14 e il 15 maggio, ha tutto il sapore di un’intimidazione in pieno stile mafioso.

Secondo quanto ricostruito dai carabinieri della Compagnia di Taurianova, almeno 30 colpi sono stati esplosi contro la casa situata in via Primula. I proiettili hanno crivellato la facciata in ferro del cancello, la porta d’ingresso e una finestra. Un colpo è penetrato fino a un appartamento adiacente, fermandosi nella stanza dove stava dormendo una giovane donna. Solo per miracolo non si registrano feriti.

Le armi impiegate – un fucile d’assalto kalashnikov e una pistola calibro 9 – lasciano poco spazio all’immaginazione: si è trattato di un attacco violento e pianificato, che rimanda alle dinamiche criminali tipiche dei clan attivi nel territorio.

La vittima, un pensionato stimato in paese, è stata ascoltata insieme ad alcuni familiari dai militari dell’Arma, che mantengono il massimo riserbo sulle indagini. Nessuna ipotesi viene esclusa: l’intimidazione potrebbe non essere direttamente collegata all’uomo, ma a persone a lui vicine. In paese si sussurra di vecchie tensioni mai sopite, ma al momento nessuna conferma ufficiale.

Sul posto sono stati rinvenuti decine di bossoli e tracciati i punti di impatto. Gli inquirenti stanno acquisendo anche le eventuali immagini di videosorveglianza presenti nella zona.

Durissima la condanna del sindaco di Anoia, Alessandro Demarzo, che ha parlato di “gesto vile e inaccettabile, che colpisce non solo la vittima ma l’intera comunità”. “Anoia è un paese tranquillo – ha dichiarato – e non possiamo permettere che la criminalità lo trasformi in un campo di battaglia”.

L’episodio riaccende i riflettori sul controllo del territorio da parte della criminalità organizzata e sulla necessità di una risposta forte da parte dello Stato. In un territorio già segnato dalla presenza di potenti cosche della ‘ndrangheta, gesti come questo sono messaggi chiari, che non possono essere ignorati.

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