Le indagini sull’omicidio del giudice Antonino Scopelliti, ucciso il 9 agosto 1991 a Piale, frazione di Villa San Giovanni (RC), hanno registrato una svolta significativa negli ultimi giorni. Il numero degli indagati, infatti, è salito a 20, coinvolgendo figure di spicco della ‘ndrangheta e di Cosa Nostra.
Nuovi sviluppi investigativi
L’inchiesta, coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Reggio Calabria, ha portato all’iscrizione nel registro degli indagati di esponenti di primo piano delle organizzazioni mafiose calabresi e siciliane. Tra questi figurano:
- Pasquale Condello
- Giuseppe De Stefano
- Giuseppe Morabito
- Luigi Mancuso
- Giuseppe Zito
- Franco Coco Trovato
Inoltre, sono stati indagati anche alcuni boss deceduti, tra cui Matteo Messina Denaro, Giovanni Tegano e Francesco Romeo.
Ricostruzione dell’omicidio
Secondo le dichiarazioni del collaboratore di giustizia Maurizio Avola, l’omicidio sarebbe stato deliberato in un summit mafioso a Trapani nella primavera del 1991. Il mandato omicidiario sarebbe partito da Totò Riina, con Matteo Messina Denaro incaricato dell’esecuzione. Messina Denaro avrebbe ricevuto informazioni sulle abitudini del giudice da Salvo Lima, europarlamentare della DC, ucciso nel 1992.
Il giorno dell’agguato, il giudice Scopelliti stava rientrando dal mare quando fu colpito da colpi di fucile calibro 12, esplosi da una moto guidata da Avola, con Vincenzo Salvatore Santapaola, figlio del boss Nitto, come passeggero e presunto esecutore materiale.
Prospettive future
Questi nuovi elementi potrebbero riaprire scenari giudiziari precedentemente archiviati, offrendo la possibilità di fare finalmente luce su uno dei più gravi delitti di mafia degli anni ’90. L’inchiesta è ancora in corso, e ulteriori sviluppi sono attesi nei prossimi mesi.

