CATANZARO – Un gioiello del passato torna alla luce: è iniziato a Catanzaro l’intervento di restauro del Carlino d’argento risalente al XVI secolo, una delle testimonianze più rare e preziose della monetazione calabrese rinascimentale. Il progetto, promosso dal Comune in collaborazione con la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio, punta a restituire alla collettività un frammento significativo della storia cittadina.
La moneta, coniata durante la dominazione aragonese nel Regno di Napoli, è emersa nel corso di ricerche numismatiche condotte all’interno dell’Archivio storico comunale. Realizzata in argento fino e finemente decorata, il Carlino rappresenta un simbolo di potere e autonomia economica della Catanzaro cinquecentesca, all’epoca tra i centri più fiorenti del meridione.
Il restauro, affidato a un team di esperti del settore, prevede interventi delicatissimi per ripulire, stabilizzare e conservare il manufatto, che al termine sarà esposto in una teca climatizzata presso il Museo Storico della Città. L’iniziativa si inserisce in un più ampio progetto di valorizzazione del patrimonio storico e culturale locale.
“Ridare vita a un oggetto così carico di significati – ha dichiarato l’assessore alla Cultura – significa rinnovare il legame della città con le sue radici. Il Carlino non è solo una moneta: è il simbolo di un’epoca di grande fermento economico, sociale e artistico”.
L’esposizione del Carlino restaurato sarà accompagnata da un percorso didattico multimediale per le scuole, che ne racconterà la storia, la tecnica di coniazione e il contesto storico in cui è nato.
Un piccolo oggetto, una grande eredità: il Carlino d’argento si prepara a raccontare ancora, cinque secoli dopo, la sua storia alla città che lo ha generato.

