di Francesco Bellocchio
Nicola Sacco e Bartolomeo Vanzetti vennero ingiustamente condannati a morte in un processo farsa a Boston e assassinati con la sedia elettrica nel 1927.
Colpevoli di essere anarchici…poveri…immigrati…italiani…meridionali.
Insultati e derisi nel dibattimento dal procuratore e dal giudice, che li apostrofavano come “wops” (senza documenti) e “bastardi anarchici”, gli imputati non ebbero nessuna possibilità di salvezza. I testi a discarico – poveracci originari del Sud Italia – vennero screditati per le difficoltà ad esprimersi nella maledetta lingua yankee. Così, svanì la testimonianza che attestava l’alibi di Vanzetti al momento della rapina e dell’omicidio. Invece, la giuria prestò fede a un teste secondo cui i rapinatori erano stranieri “dal modo di camminare”. Uno schifo. Del resto, per dare l’idea del clima xenofobo e razzista in cui si celebrò il processo, basti considerare che pochi giorni prima dell’arresto di Nicola e Bartolomeo l’FBI a New York aveva pestato a sangue e “suicidato” un altro anarchico, Andrea Salsedo, gettandolo dagli uffici del bureau al 14° piano. Gli stessi metodi vili utilizzati mezzo secolo dopo in via Fatebenefratelli a Milano.
Ma la giustizia divina è inesorabile. Prima o poi arriva. Talvolta troppo tardi, ma arriva.
Cinquant’anni dopo la condanna, Giuliano Montaldo girò un film indimenticabile, “Sacco e Vanzetti”, raccontando al mondo il dramma dei due italiani, con la straordinaria interpretazione del grande Gian Maria Volontè.
L’opera ebbe grande risonanza internazionale, anche grazie al brano “Here’s to you” della colonna sonora, reso celebre in tutto il mondo dalla voce di usignuolo di Joan Baez, che scrisse il testo della canzone musicata da Ennio Morricone.
Questi i versi che hanno reso immortali Nicola e Bartolomeo, simboli della lotta anarchica contro l’ingiustizia e le prevaricazioni del potere.
Here’s to you, Nicola and Bart
Rest forever here in our hearts
The last and final moment is yours
That agony is your triumph.
L’inno alla resurrezione delle anime degli innocenti uccisi, che trionfano sulla viltà di poliziotti codardi e giudici infami, si può tradurre così:
Questo è per voi, Nicola e Bartolomeo
Resterete per sempre qui nei nostri cuori
Il momento finale e decisivo è vostro
Quell’agonia è il vostro trionfo.
Si dice che simili parole vennero pronunziare da Bartolomeo Vanzetti in un’intervista rilasciata in carcere, nell’attesa dell’esecuzione, al giornalista Philip Strong.
Quello che è certo è che, anche grazie alla struggente canzone di Joan Baez e alla sua risonanza mondiale, oltre che alle pressioni di politici seri come Craxi e Berlinguer, finalmente nel 1977 il governatore del Massachusets, Dukakis, riconobbe che Sacco e Vanzetti non ebbero un processo equo, proclamando il 23 agosto giorno di memoria per Nicola Sacco e Bartolomeo Vanzetti.
La musica e la poesia possono muovere le montagne!

