Cosenza – Un successo di pubblico e partecipazione per l’evento “Aspettando… Aperinchiostro”, andato in scena lunedì 17 giugno al Museo dei Brettii e degli Enotri. Un appuntamento che ha saputo intrecciare memoria, impegno civile e arte, raccontando – attraverso parole, musica e teatro le storie di chi ha lottato per la libertà e la giustizia nel Sud Italia.
“Cuntame nu cuntu: I ribelli del Sud” è stato il titolo della serata, tutta dedicata a figure straordinarie del nostro Meridione: Giuseppe Zangara, Peppina Mercuri, Giuditta Levato, Teresa Gullace, Francesca La Gamba e Giosefatte Tallarico. Eroi spesso dimenticati, ma che con il loro coraggio hanno lasciato un segno nella storia.
A portare il saluto della città è stato il sindaco Franz Caruso, mentre la serata coordinata con grande sensibilità dalla consigliera comunale delegata alla Cultura, Antonietta Cozza – ha visto momenti di altissimo livello artistico e civile.




Particolarmente applaudita la straordinaria interpretazione dell’attore cosentino Peppino Mazzotta, capace come sempre di dare voce e anima alle storie raccontate, coinvolgendo il pubblico in un viaggio profondo nella memoria collettiva. Accanto a lui, il giornalista e direttore della Gazzetta del Sud, Arcangelo Badolati, ha saputo offrire un prezioso contributo di conoscenza e riflessione storica, con il suo inconfondibile stile narrativo e una capacità unica di far rivivere pagine dimenticate del nostro passato.
Accanto a loro anche la giornalista e scrittrice Emilia Brandi, mentre le note della fisarmonica di Salvatore Cauteruccio hanno accompagnato con eleganza e malinconia i momenti più intensi dell’incontro.
Un evento corale, sentito, autentico. Una celebrazione della memoria e della parola, che ha reso omaggio a chi ha sfidato il potere, pagando spesso con la vita la propria sete di giustizia. Bravi tutti: bravo Peppino Mazzotta, bravo Arcangelo Badolati, bravi, bravi, bravi tutti coloro che hanno reso questa serata un appuntamento da ricordare.
Cosenza risponde presente quando la cultura diventa strumento di riscatto e consapevolezza.

