Cosenza, giugno 2025 — Parole forti e un volto teso, quello di Roberto Occhiuto oggi in conferenza stampa alla Cittadella regionale. Il presidente della Regione Calabria è intervenuto per la prima volta pubblicamente dopo l’avviso di garanzia che lo coinvolge nell’inchiesta sulla presunta corruzione che sta scuotendo la politica calabrese.
“Mi sento stuprato, personalmente e politicamente”, ha esordito Occhiuto, davanti a una sala gremita di giornalisti. “Non parlo di complotti, non grido al complotto: credo nella magistratura, ma rivendico il mio diritto a difendermi e a continuare a governare questa terra”, ha aggiunto.
Nel suo intervento, durato oltre mezz’ora, Occhiuto ha sottolineato di aver sempre operato “con trasparenza e nell’interesse esclusivo dei calabresi” e ha respinto con fermezza ogni accusa: “Non permetterò che questa vicenda venga usata per azzoppare il lavoro che stiamo facendo. Non mi farò intimidire”.
Il presidente ha poi ribadito la sua volontà di restare in carica e portare avanti il programma di governo: “Mi assumo le mie responsabilità, ma chi pensa di fermarci si sbaglia. Ho fiducia nei miei collaboratori, ho fiducia nei cittadini calabresi”.
Nel frattempo, cresce l’attenzione sul prosieguo dell’indagine. Secondo quanto trapelato da ambienti giudiziari, nelle prossime settimane saranno ascoltati nuovi testimoni e potrebbero emergere ulteriori sviluppi.
I partiti di maggioranza, per ora, fanno quadrato attorno al presidente. Dai banchi dell’opposizione, invece, arrivano richieste di chiarimenti e trasparenza, ma anche appelli alla prudenza: “Lasciamo che la giustizia faccia il suo corso, senza processi sommari”, ha dichiarato in serata un esponente del centrosinistra.
Il caso Occhiuto promette dunque di tenere ancora banco nella scena politica calabrese e nazionale. E il presidente, con le sue parole dure, sembra aver tracciato la linea per i giorni a venire: resistere, difendersi e continuare a governare.

