Addio a “Lisa dagli occhi blu”, la vera storia dietro la canzone di Mario Tessuto: si è spenta a 81 anni la professoressa calabrese che forse ispirò il celebre brano

Si è spenta a 81 anni, nella sua amata Calabria, Elisa Sposato: donna colta, raffinata, per quarant’anni insegnante di lettere a San Giovanni in Fiore e, secondo una suggestiva ricostruzione del cantautore Alex Cimino, la musa che avrebbe ispirato il brano immortale “Lisa dagli occhi blu”, successo di Mario Tessuto che fece sognare l’Italia nel 1969.

Originaria di Mesoraca (Kr), da tempo residente a San Demetrio Corone (Cs), la professoressa Sposato ha formato generazioni di studenti, trasmettendo amore per la letteratura, senso critico e ironia. Chi l’ha conosciuta la ricorda come una donna riservata e sempre sorridente, capace di accendere nei suoi allievi la curiosità e il pensiero libero.

Tra i suoi studenti c’era proprio Alex Cimino, cantautore e polistrumentista calabrese noto per le sue collaborazioni con grandi nomi del jazz italiano, come Stefano Cocco Cantini. Qualche anno fa, proprio Cimino ha ricostruito in un libro la vicenda che lega la sua professoressa alla celebre canzone: secondo le testimonianze raccolte, Elisa sarebbe stata compagna di liceo di Mario Guido, intellettuale bisignanese a cui la tradizione locale attribuisce la paternità originaria del testo, poi passato nelle mani di Giancarlo Bigazzi.

In rete è ancora visibile un’intervista a Luigi Guido, nipote di Mario, che racconta di una versione in dialetto bisignanese del brano: “Oi Lisa ‘chi r’uocchi bielli!”. Un verso che richiama la nota frase “senza le trecce, la stessa non sei più”, evocando quel passaggio dall’innocenza dell’adolescenza alla maturità che il testo celebra.

A Bisignano, le voci si rincorrono: per alcuni la vera “Lisa” sarebbe stata un’altra ragazza del posto, per altri ancora si tratterebbe di una donna che oggi vive sotto un altro nome. C’è chi parla di Luisa, chi di Elisabetta, chi di Laura. Ma il filo che accomuna tutte le versioni è l’idea che il brano sia nato dall’emozione autentica di un giovane poeta calabrese.

Per Cimino, la musa era proprio lei: Elisa Sposato, la professoressa dagli occhi azzurri, che sapeva incantare con la sua intelligenza e la sua eleganza.

Con la sua scomparsa si chiude forse una pagina suggestiva della storia musicale italiana, ma resta vivo il ricordo di una donna che ha saputo lasciare il segno, tra i banchi di scuola e nei versi di una canzone che continuerà a far sognare.