COSENZA – La Stazione delle Autolinee, da decenni punto nevralgico per la mobilità urbana ed extraurbana della città, si è progressivamente trasformata in una zona franca, un luogo dove spaccio di droga, prostituzione, degrado urbano e abbandono sociale convivono in una spirale senza fine. A fotografare la situazione è ormai una narrazione condivisa da gran parte della cittadinanza, testimoniata da decine di interventi delle forze dell’ordine che, nonostante l’impegno costante, sembrano non riuscire ad arginare una realtà sempre più difficile da governare.
La stazione, che sorge nel cuore del centro urbano, si è via via trasformata in un dormitorio a cielo aperto. Le panchine, gli angoli bui e gli spazi abbandonati accolgono, ogni giorno e ogni notte, decine di persone senza fissa dimora, in gran parte immigrati in attesa di una sistemazione, e spesso vittime di un sistema di accoglienza inadeguato. Le condizioni igieniche sono precarie, i servizi inesistenti, e il senso di insicurezza avvertito dai cittadini e dai viaggiatori è in costante aumento.
In questo contesto, da più fronti si è levata la proposta di trasferire la Stazione delle Autolinee nella zona di Vaglio Lise, già sede della stazione ferroviaria e teoricamente più adatta a fungere da hub intermodale. Una soluzione che, secondo diversi osservatori e a giudicare dai commenti della stampa locale, sarebbe ben vista da larga parte della popolazione, stanca del degrado che avvolge l’attuale terminal dei bus.
Ma non tutti sono d’accordo. Tra le voci critiche si distingue quella di Giovanni Cipparrone, residente storico di Via Popilia, ex Presidente di Circoscrizione ed ex consigliere comunale. Cipparrone, da sempre profondo conoscitore delle dinamiche sociali e urbanistiche delle periferie cosentine, mette in guardia dall’effetto boomerang che una simile scelta potrebbe generare.
“Trasferire la stazione a Vaglio Lise non è una soluzione, ma uno spostamento del problema. Un modo per nascondere la polvere sotto il tappeto”, afferma senza mezzi termini Cipparrone. “La periferia cosentina, a partire da Via Popilia, è stata ignorata per anni dalle politiche di sviluppo e di inclusione. Oggi si vorrebbe addirittura caricarla di ulteriori problematiche, scaricando lì disagi che altri non vogliono più affrontare”.
L’ex consigliere rilancia una proposta alternativa: rafforzare i controlli, migliorare la gestione del territorio e restituire decoro e vivibilità all’attuale stazione, senza alimentare il principio del “non nel mio cortile” che, purtroppo, spesso domina le decisioni urbanistiche. “Vaglio Lise ha bisogno di interventi riqualificanti, di infrastrutture moderne, di servizi, non di diventare un nuovo ghetto. La città deve prendersi la responsabilità di risanare le ferite che ha al suo interno, non di crearne di nuove altrove”.
Le parole di Cipparrone trovano eco in una parte della cittadinanza che teme la riproposizione di dinamiche sociali critiche in un’area periferica già fragile. Il timore è che, senza un serio piano di accompagnamento, il trasferimento della stazione non farebbe che replicare le stesse criticità, allontanandole solo dagli occhi del centro.
Nel frattempo, le condizioni della Stazione delle Autolinee restano drammatiche, come documentano quotidianamente i residenti e i pendolari. L’auspicio è che la politica locale, al di là delle scorciatoie, scelga la strada della responsabilità, investendo in sicurezza, accoglienza, decoro urbano e vera inclusione. Perché spostare il disagio non è curarlo. È solo rimandarlo, peggiorandolo.

