RENDE (Cosenza), 2 luglio 2025 – La Procura della Repubblica di Cosenza ha iscritto tre persone nel registro degli indagati in relazione alla morte di Simona Vanessa Szilagyi, la bambina di appena otto anni di origine rumena, deceduta per annegamento l’altro ieri pomeriggio nella piscina del Parco Acquatico “Santa Chiara” a Rende .
Tra gli indagati figurano:
- Maria Candelaria De Rose, amministratrice della Marconi Village S.r.l., società che gestisce la struttura;
- Antonio Fusinato, convivente della De Rose;
- Una bagnina presente al momento del tragico evento.
L’iscrizione è un atto dovuto per consentire agli indagati di nominare propri consulenti e partecipare all’autopsia, disposta dal pubblico ministero Antonio Bruno Tridico e affidata al medico legale Silvio Berardo Cavalcanti, in programma nel pomeriggio del 2 luglio 2025.
Secondo le prime ricostruzioni, la piccola Simona Vanessa sarebbe entrata in piscina percorrendo circa un metro d’acqua, per poi perdere il contatto con il fondo e trovarsi in difficoltà. Immediati i soccorsi: due infermieri non in servizio hanno tentato la rianimazione, seguiti dai soccorritori del 118. Ma nonostante ogni sforzo, la bambina non ce l’ha fatta.
Gli investigatori si stanno concentrando in particolare sul mancato utilizzo del defibrillatore, la cui disponibilità e funzionalità dovranno essere chiarite. Intanto, la struttura è stata posta sotto sequestro dai Carabinieri della Compagnia di Rende, coordinati dal capitano Andrea Aiello su direttiva della Procura guidata dal procuratore Vincenzo Capomolla.
La comunità locale è scossa dalla tragedia, e l’amministrazione comunale ha proclamato il lutto cittadino, disponendo l’esposizione delle bandiere a mezz’asta. Si attende con apprensione l’esito dell’autopsia, considerato cruciale per chiarire le cause del decesso e il contesto in cui si è consumata la tragedia.

