COSENZA – Il tumore al pancreas è una delle neoplasie più subdole e letali: ogni giorno in Italia causa infatti circa 14 decessi, e secondo le proiezioni entro il 2030 sarà la seconda causa di morte per cancro .
È in questo contesto che il 1° luglio 2025, presso la sala convegni dell’Ordine dei Medici di Cosenza, è stato presentato un progetto innovativo nato dalla collaborazione tra l’Azienda Sanitaria di Cosenza (ASP) e l’Università della Calabria (Unical). L’obiettivo: introdurre per la prima volta in provincia una forma di diagnosi precoce oncologica basata su elastosonografia, rivolta ai soggetti con familiarità per questa patologia.
Un progetto a più livelli
- Screening mirato: inizialmente rivolto ai figli di pazienti già affetti da tumore al pancreas. Il radiologo Giuseppe Barbarossa sottolinea che “su 50 figli di pazienti, 23 mostravano rigidità tissutale nello stesso punto in cui i genitori avevano avuto il tumore”.
- Supporto accademico e ricerca: l’Unical si occupa della sperimentazione preclinica e della formazione: fino a oggi sono stati impiegati oltre 70 medici e specializzandi, con l’obiettivo di raddoppiare il personale nei prossimi mesi.
Elastosonografia: come funziona
L’elastosonografia è una sofisticata evoluzione dell’ecografia tradizionale che misura la rigidità dei tessuti — un parametro predittivo fondamentale nel rilevare alterazioni precancerose. Applicata al pancreas, questa tecnica permette di identificare alterazioni strutturali in fase “embrionale”, anche prima che compaiano sintomi o lesioni visibili tramite diagnostica convenzionale.
Secondo il dottor Rocco Malivindi dell’Unical, questa tecnologia consente di intervenire precocemente, quando la patologia è ancora potenzialmente curabile con qualità di vita normale.
Prospettive e diffusione futura
Lo screening è attualmente riservato a soggetti geneticamente predisposti, ma i risultati incoraggianti hanno già acceso l’interesse scientifico. L’idea è ora di ampliare lo studio con l’uso di biomarcatori che rendano l’elastosonografia accessibile anche ad altri centri clinici, democratizzando l’accesso a una diagnosi precoce validata .
Significato locale e impatto per Cosenza
L’iniziativa segna una svolta nella sanità locale, valorizzando la sinergia tra ricerca universitaria e assistenza pubblica. L’assessore comunale alla Salute, Maria Teresa De Marco, ha sottolineato che “investire nella diagnostica precoce significa mettere al centro la persona” e rilanciare la sanità cosentina con una visione lungimirante

