Una vasta operazione della Direzione Distrettuale Antimafia di Reggio Calabria ha portato all’arresto di 25 persone accusate di far parte di un’organizzazione internazionale dedita al traffico di migranti nel Mediterraneo. L’indagine, condotta dalla Guardia di Finanza e dalla Polizia, ha permesso di ricostruire almeno 30 traversate via mare, con sbarchi lungo le coste calabresi.
I cosiddetti “viaggi della speranza” venivano organizzati da una rete transnazionale con base in Georgia e Moldavia, che gestiva le rotte dall’Asia centrale e dal Medio Oriente fino alle coste italiane. I migranti, perlopiù provenienti da Afghanistan, Iran, Iraq e Siria, venivano radunati in Turchia, dove salivano su imbarcazioni a vela dirette verso l’Italia.
Le traversate erano estremamente rischiose: le imbarcazioni sovraccariche venivano spesso affidate a skipper georgiani o ucraini, reclutati appositamente per pilotarle fino alla Calabria, con particolare concentrazione di sbarchi nelle province di Reggio e Crotone.
L’inchiesta ha svelato anche il sofisticato sistema di pagamento: i viaggiatori erano tenuti a versare cifre che oscillavano tra i 5.000 e i 10.000 euro ciascuno. Una parte del denaro veniva versata in anticipo, il resto all’arrivo, attraverso circuiti internazionali paralleli o appoggi locali compiacenti.
Tra gli arrestati figurano organizzatori, mediatori, reclutatori e navigatori. I reati ipotizzati includono associazione per delinquere finalizzata al favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, con l’aggravante della transnazionalità.
L’operazione rappresenta un duro colpo alle cosiddette “organizzazioni veliche”, una nuova forma di criminalità organizzata che sfrutta imbarcazioni di lusso per mascherare i viaggi dei migranti e aggirare i controlli.
Il Procuratore Giovanni Bombardieri ha sottolineato che l’inchiesta “è frutto di un lungo lavoro investigativo, reso possibile dalla cooperazione internazionale e da attività di intercettazione e osservazione costante del fenomeno”.
Le indagini proseguono per identificare eventuali altri complici e basi logistiche in Italia e all’estero.

