Maxi-sequestro da oltre 4 milioni al clan Arena: colpito il patrimonio immobiliare e fondi delle scommesse illegali

Catanzaro, 9 luglio 2025 – I militari del Servizio Centrale ICO e del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Catanzaro hanno dato esecuzione a un’imponente operazione antimafia, su richiesta della Procura-DDA di Catanzaro: sono stati sequestrati beni per un valore complessivo di € 4.301.590, ritenuti riconducibili a esponenti del clan Arena, attivo a Isola Capo Rizzuto (Crotone) .

In particolare, l’ordinanza – firmata dalla Sezione Misure di Prevenzione del Tribunale di Catanzaro – riguarda:

  • 23 unità immobiliari,
  • 24 appezzamenti di terreno,
  • quote societarie,
  • e una ditta individuale

I destinatari del provvedimento sono tre uomini: Antonio Boerio (nato 1971), Pasquale Boerio (1974) e Angelo Muraca (1959), già coinvolti nell’operazione “Jonny” del 2017, che aveva rivelato l’infiltrazione del clan nei fondi pubblici destinati all’accoglienza migranti nel Centro “Sant’Anna” di Isola Capo Rizzuto .

L’inchiesta aveva inoltre documentato la gestione illecita di scommesse online e la distribuzione illegale di apparecchi da gioco elettronici, utilizzati come canale per il riciclaggio dei proventi criminali .

Secondo gli inquirenti, i beni sequestrati derivano da attività illecite o rappresentano reinvestimenti di capitali frutto della criminalità organizzata, spesso occultati tramite fatture false e società interposte (ilcrotonese.it). Le disposizioni rientrano nelle misure preventive previste dal del. lgs. n. 159/2011, finalizzate al contrasto patrimoniale della criminalità mafiosa

Le strutture del clan, attive nel Crotonese, non solo controllavano il business delle scommesse online ma avevano anche instaurato una forma di “pax mafiosa” tra cosche affini per spartirsi gli appalti e i fondi pubblici legati all’accoglienza migranti

Al momento è in corso la fase di contraddittorio dinanzi al Tribunale ordinario di Catanzaro, per verificare i presupposti definitivi per la confisca dei beni.

Questo sequestro segna un colpo significativo al patrimonio economico del clan Arena, evidenziandone l’infiltrazione nel sistema degli appalti pubblici e il controllo dei giochi online come canali di finanziamento illegale.

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