10 luglio 2025 – «Sono arrabbiato». Con queste parole secche e dirette, il presidente della Regione Calabria Roberto Occhiuto è tornato a parlare pubblicamente della vicenda giudiziaria che negli ultimi mesi ha lambito il suo nome e la sua figura politica. Lo ha fatto nel corso di un incontro con la stampa a Catanzaro, chiarendo la propria posizione e rivendicando la trasparenza del suo operato.
«Ho sempre servito le istituzioni con onestà e disciplina – ha dichiarato – e chi ha provato a gettare ombre sul mio lavoro ha fallito. Le carte parlano chiaro: non ho nulla da nascondere».
Occhiuto non ha nascosto la sua irritazione per l’impatto mediatico dell’inchiesta e per quella che ha definito “una campagna di delegittimazione”. «Non posso accettare che si giochi con la reputazione delle persone. Sono arrabbiato, sì, perché in questo Paese basta un sospetto per scatenare un processo sommario nei salotti e sui social. Ma io non mi piego».
Il governatore ha ribadito di avere piena fiducia nella magistratura, ma ha anche sottolineato quanto sia difficile, per chi ricopre ruoli pubblici, difendersi dalla gogna mediatica. «Chi ha ruoli istituzionali non può permettersi reazioni d’impulso, ma nemmeno può restare in silenzio mentre viene infangato. La mia storia parla per me».
L’intervento di Occhiuto arriva in un momento delicato per il centrodestra calabrese, scosso da inchieste e voci di tensioni interne. Il presidente, però, ha rilanciato: «Continuerò a lavorare per la Calabria con la stessa determinazione di sempre. E chi sperava di vedermi in difficoltà resterà deluso».
La vicenda potrebbe non essere ancora definitivamente chiusa sul piano politico, ma Occhiuto – almeno sul fronte giudiziario – si dice sereno. E pronto a riprendere il cammino con ancora più determinazione.

