A 20 giorni dall’ultima tragedia nello Jonio, nuovi approdi in Calabria. Due le imbarcazioni alla deriva cariche di profughi provenienti dal Medioriente. Tanti i bambini, in viaggio anche due donne incinte.
Venti giorni di pausa dopo l’ultima tragedia nello Jonio, poi, da ieri, la ripresa del flusso di esseri umani attraverso il mare.
Due gli sbarchi (172 persone in tutto), diversi i luoghi di approdo, quasi perfettamente sovrapponibili la modalità di salvataggio, la composizione dei gruppi, la partenza, il viaggio della disperazione.
A Roccella Jonica sono arrivati in 81, uomini, donne e bambini, iraniani e iracheni. Dalla Turchia erano partiti con una barca a vela di 20 metri, cinque giorni in balia delle onde, poi il soccorso della Guardia Costiera a 80 miglia dalle coste calabresi. L’arrivo al porto delle Grazie e la collaudata macchina dell’accoglienza si mette in moto. Questa volta c’è bisogno solo di rassicurare e rifocillare.
Dopo l’ultimo naufragio, ogni gruppo che sbarca nella stessa formazione in cui è salpato è una notizia di cui rallegrarsi, spiegano i volontari di Roccella.
Nessuna perdita per il gruppo approdato nella Locride.
Poche ore dopo, arrivano sani e salvi, anche i 91 di Crotone.
Sempre turca la costa di partenza, ancora mediorientali gli occupanti del barchino.
Tutti eccetto due egiziani. La loro posizione è al vaglio degli investigatori della squadra mobile, il sospetto è che possa trattarsi degli scafisti del natante soccorso in mare dalla motovedetta Cp321.
Dodici i bambini sotto i 14 anni e 18 donne, due incinte. Una delle giovani in gravidanza e un ragazzo con un problema a un piede, sono stati trasferiti dal 118 all’ospedale di Crotone.
Per tutti gli altri si sono aperte le porto del centro di accoglienza di Isola Capo Rizzuto
Fonte RAI

