RUBRICA: PENNE RIGHE E CALMA(R)I
di Maria Giovanna Santucci
C’è un ponte a schiena d’asino, sottile e solenne, che sfida il tempo nel cuore del Sannio è: il Ponte di Annibale, a pochi passi da Cerreto Sannita, paese del beneventano e Comune della secolare Arte della Ceramica.
È un ponte che non unisce solo rive, ma epoche.
Secondo la leggenda, si racconta che Annibale Barca, il generale cartaginese venuto da lontano con i suoi elefanti, abbia attraversato questo stesso arco di pietra durante la sua impresa contro Roma. Altri dicono che fu Annone, suo fedele comandante, a valicarlo con uomini e animali, lasciando forse un tesoro sepolto sul vicino Monte Cigno. A supporto della leggenda il ritrovamento di alcune monete romane emerse su Monte Cigno nel 1951.
Nel 2004 per segnalare il ponte e celebrare la leggenda è stato installato un monumento in ferro raffigurante gli elefanti.
Cerreto Sannita, ricostruita dopo il terremoto del 1688, con i vicoli che odorano di calce e memoria. Il Museo civico e della Ceramica Cerretese è il fiore all’occhiello della città di Cerreto Sannita, insieme all’istituzione della “Biennale di arte ceramica contemporanea”, la Rassegna “Presepiarte” e le edizioni di “Buongiorno Ceramica”.
Sin dalla Preistoria i suoi boschi e i corsi d’acqua fornivano le materie prime per realizzare manufatti in argilla, come attestato dal ritrovamento di un forno di età neolitica destinato alla cottura di oggetti di creta.
Il paese sembra avere ancora un ritmo antico, il suono delle campane della Cattedrale, il sapore autentico delle mani contadine, di pane appena sfornato, di caffè bevuto tra una chiacchiera ed una giocata a briscola.
Il coniglio ‘mbuttunato, ripieno e stufato, le laganelle con i ceci sanno di domeniche in famiglia e di pentole che sobbollono da ore. I taralli al finocchietto e formaggi caprini per chiudere il pranzo, accompagnati da un buon bicchiere di vino: la Falanghina del Sannio DOC e per gli amanti del rosso un Aglianico del Taburno DOCG.
Carlo Levi, scriveva che: “il pane, la solitudine, il vento e la fatica sono più veri della storia scritta”; infatti, in queste ricette, c’è la verità profonda di un popolo, fatta di terra, di vento e di pane.

