RUBRICA: PENNE RIGHE E CALMA(R)I
di Maria Giovanna Santucci
Nell’Anno della Capitale Cultura Puglia, Lucera, città d’arte nel cuore del Tavoliere delle Puglie, si distende su tre colline: Monte Albano, Monte Belvedere e Monte Sacro, un tempo capoluogo della Capitanata e del Contado del Molise, crocevia di popoli, culture e visioni mi accoglie nelle stradine della città dove si respira l’anima stratificata di Lucera: il Castello Svevo Angioino, severo e maestoso, che domina il paesaggio; l’Anfiteatro Romano, antico di millenni.
La Cattedrale di Santa Maria Assunta, voluta da Carlo II nel XIV secolo, sorge lì dove un tempo c’era una moschea: simbolo della continua metamorfosi di Lucera, che non cancella, ma trasforma. Il Museo di Archeologia Urbana, la Basilica del Santuario di San Francesco Antonio Fasani.
Le origini di Lucera affondano nel III millennio a.C., tra tracce neolitiche e un passato romano che la vide rifiorire sotto Augusto. Ma è nel Medioevo che Lucera sboccia davvero: bizantini, longobardi, normanni e poi Federico II, che la volle centro islamico e vi trasferì migliaia di musulmani dalla Sicilia, rendendola unica nel panorama italiano. La comunità fu poi espulsa nel 1300 da Carlo II, ma il respiro di quelle vite resta impresso nei vicoli e nelle pietre.
Il cuore di Lucera pulsa attorno a Piazza Duomo, incorniciata da palazzi eleganti e vicoli lastricati di bianco. Seduta in un bar del centro, mentre mi godo lentamente un buon gelato, le note delicate di Danilo Rea accompagnato da Martux nel suggestivo concerto Sakamoto & me, mi avvolgono, sembrano fondersi con l’odore della pietra calda, il vociare discreto, il tempo che qui scorre più lento, più pieno.
E poi, il sapore…il pane di Lucera, scuro, profumato, a lievito madre e cotto a legna, ha la forza semplice delle cose vere. È pane che racconta, che nutre con dignità e orgoglio, che parla di mani antiche e gesti tramandati. Per non parlare dei “cicatill ca ruchél du castill”, con le cime di rapa, un sorso di Nero di Troia, strutturato e dai profumi marcati.
Ogni pietra ha voce, ogni luogo una memoria Lucera è una città da ascoltare in silenzio, camminando piano. Una città che non mostra, ma svela.

