La corte d’assise di Catanzaro cancella quasi 8 anni rispetto al verdetto di primo grado. Lo sdegno della madre del ragazzo in coma irreversibile
Condannato in secondo grado di giudizio a 12 anni e 8 mesi di reclusione il 23enne Niccolò Passalacqua.
Anche secondo i giudici della Corte d’appello di Catanzaro (presidente del collegio, Giancarlo Bianchi) è lui il responsabile del micidiale pestaggio ai danni del giovane bolognese Davide Ferrerio, che era in vacanza a Crotone coi familiari, avvenuto l’11 agosto di due anni fa.
Dopo la condanna in prima istanza a 20 anni e 4 mesi per tentato omicidio aggravato da premeditazione e futili motivi, nuova dichiarazione di colpevolezza dunque ai danni di Passalacqua da parte dei magistrati. Stavolta, però, con un ampio sconto di pena (quasi 8 anni in meno che nella sentenza di primo grado pronunciata il 21 aprile scorso con la formula dell’abbreviato); esclusa l’aggravante della minorata difesa.
Ferrerio dal 2022 giace invece in coma irreversibile: l’aggressione ai suoi danni sarebbe scaturita da un errore di persona.

