CROTONE, 23 luglio 2025 – Si rafforza la possibilità di esportare buona parte dei rifiuti pericolosi derivanti dalle operazioni di bonifica di Crotone verso impianti in Austria e Germania. La conferma arriva da Eni Rewind, che sta conducendo ulteriori verifiche sulle modalità di gestione di circa 160 mila tonnellate di Tenorm, di cui 112 mila contenenti amianto e 48 mila senza. Tali materiali giacciono nell’area ex Fosfotec, di fronte al mare, inclusa nel Sito di Interesse Nazionale di Crotone.
È il secondo stralcio del POB–Fase 2, avviato lo scorso 16 giugno, che prevede lo scavo e lo smaltimento delle scorie accumulate nell’area industriale. L’intera operazione si compone di fasi complesse sul piano tecnico e amministrativo, e coinvolge la predisposizione di un iter autorizzativo europeo per l’esportazione transfrontaliera del rifiuto radioattivo.
Intanto la Regione Calabria, con il presidente Roberto Occhiuto, ha confermato che una prima massa di 40 mila tonnellate di rifiuti pericolosi è già stata autorizzata per la Svezia, con partenza via porto di Gioia Tauro. Altre tre notifiche – verso Germania, Austria e Svezia – sono attualmente in fase di valutazione. Occhiuto, definendo Crotone «reduci a pattumiera d’Italia», ha esortato Eni Rewind a valutare soluzioni intermedie tecniche, come la decontaminazione per rendere parte dei rifiuti smaltibili in Italia, pur riconoscendo i maggiori costi di tali procedure
Cresce quindi l’ipotesi di affidare gran parte della gestione dei rifiuti pericolosi di Crotone a impianti esteri in Austria e Germania, compiendo un passo significativo verso una bonifica più sicura e conforme alle norme del PAUR e alle direttive UE. Tuttavia, resta in sospeso la complessità delle autorizzazioni e l’esigenza di bilanciare costi, tempi e sostenibilità ambientale.

