8 agosto 2025 – In un clima politico sempre più teso, il presidente della Regione Calabria Roberto Occhiuto difende il suo operato e si stringe intorno a chi, come Pierluigi Caputo, viene travolto da un’ondata mediatica che potrebbe rivelarsi infondata.
Il nome di Caputo, figura vicina al governatore e componente del suo cerchio politico, è stato accostato in queste ore a presunte vicende giudiziarie, insieme a quello di Carmine Potestio. Tuttavia, è proprio Caputo a rompere il silenzio sui social, lanciando un messaggio chiaro:
«Ho già conferito mandato ai miei avvocati per intraprendere ogni azione legale, in sede civile e penale, necessaria a tutelare la mia persona contro il fango mediatico e contro la diffusione di notizie completamente inventate.»
La sua presa di posizione non lascia spazio a dubbi: se le accuse dovessero rivelarsi prive di fondamento, si profilerebbe una gravissima campagna diffamatoria volta a colpire indirettamente anche lo stesso Occhiuto, a pochi mesi dalle elezioni regionali.
La sensazione, sempre più diffusa, è che queste vicende si inseriscano in un quadro di scontro politico ad alta tensione, in cui ogni occasione diventa buona per minare il consenso del presidente uscente, da tempo al centro della scena per le sue battaglie sulla sanità, sulle infrastrutture e sulla legalità.
Ma la strategia di Occhiuto sembra chiara: non inseguire le polemiche, ma rilanciare l’azione di governo e consolidare la fiducia dei cittadini. «Se la verità sarà ristabilita, come io credo – ha ribadito – questa vicenda ci darà ancora più forza. Ai calabresi non interessano i giochi di potere, vogliono sapere chi lavora davvero per cambiare le cose».
Nel frattempo, Caputo ha annunciato che tutelerà la propria reputazione “in ogni sede utile”, mentre dal fronte politico si moltiplicano le dichiarazioni di sostegno.
Se i fatti dovessero confermare la tesi della diffamazione organizzata, Occhiuto potrebbe addirittura uscirne rafforzato, attirando quell’elettorato moderato e “neutro” che rifiuta le manovre oscure e i processi sommari a mezzo stampa.

