ROMA/COSENZA — È definitiva la condanna a 20 anni di reclusione per Ettore Sottile nel procedimento sull’omicidio di Luca Bruni, consumato il 3 gennaio 2012 nell’area urbana di Cosenza–Castrolibero. La Corte di cassazione ha rigettato i ricorsi e confermato la sentenza di appello, rendendo irrevocabile il verdetto.
I giudici di legittimità hanno ritenuto inammissibile il ricorso del Procuratore generale — che chiedeva il ripristino dell’ergastolo — e infondati i motivi della difesa, consolidando così il quadro probatorio già valutato nei precedenti gradi.
La sequenza processuale essenziale
- Primo grado: condanna all’ergastolo per Sottile.
- Appello (3 ottobre 2024): pena riformata a 20 anni.
- Cassazione (20 giugno 2025): conferma dei 20 anni; verdetto irrevocabile.
Il contesto
Luca Bruni, figura di vertice degli assetti criminali cosentini dell’epoca, scomparve a inizio 2012; le ricostruzioni giudiziarie hanno inquadrato l’omicidio nel contesto di faide e riorganizzazioni interne ai gruppi della ’ndrangheta cittadina. La Cassazione ha richiamato la coerenza del percorso motivazionale d’appello, anche rispetto all’uso delle dichiarazioni dei collaboratori di giustizia e al bilanciamento tra aggravanti e attenuanti.
Cosa significa ora
Con la pronuncia della Suprema Corte, la condanna a carico di Sottile è passata in giudicato. Si chiude così uno dei filoni più significativi della stagione di processi che, tra Appello e Cassazione nel 2024–2025, ha ridefinito responsabilità e pene per l’omicidio Bruni.

