Il procedimento nato dall’operazione “Artemis” segna un passaggio decisivo: il gup del Tribunale di Catanzaro, Roberta Cafiero, ha disposto 37 rinvii a giudizio (rito ordinario), ha ammesso 36 imputati al rito abbreviato e ha accolto 5 patteggiamenti; per un imputato è stato dichiarato il non luogo a procedere. Le date fissate: 14 gennaio 2026 l’udienza per gli abbreviati davanti al gup; 15 gennaio 2026 l’avvio del dibattimento per i rinviati a giudizio dinanzi al Tribunale di Lamezia Terme. La decisione è stata formalizzata nella seduta del 30 ottobre 2025.
Secondo il quadro accusatorio delineato dalla Dda di Catanzaro, l’inchiesta ha ricostruito l’operatività del clan Cracolici tra Lametino e Vibonese (con proiezioni su aree del Catanzarese), ipotizzando, a vario titolo, i reati di associazione di tipo mafioso, associazione finalizzata al traffico di droga (aggravata), estorsioni, concorrenza illecita, corruzione, falsa testimonianza, favoreggiamento, incendio, ricettazione, falso ideologico e reati in materia di armi. Il filone trae origine da arresti e accertamenti sviluppati fra il 2021 e il 2024 e ha già visto, nella fase preliminare, la richiesta di rinvio a giudizio per 62 indagati (con stralci successivi) da parte della Procura distrettuale.
Nel provvedimento odierno, oltre ai rinvii a giudizio, il giudice ha ammesso le parti civili già costituite nell’udienza precedente (fra cui Regione Calabria e Comune di Lamezia Terme) e ha registrato la scelta dei riti alternativi per 36 imputati e le 5 definizioni con patteggiamento. L’assetto delle imputazioni evidenzia, fra le posizioni in ordinario e abbreviato, anche figure non organiche alla cosca (professionisti e pubblici ufficiali) cui vengono contestate condotte di concorso esterno o reati-fine collegati al presunto sodalizio, nonché il profilo — già emerso negli atti — di un ex candidato alle regionali e di appartenenti alle forze dell’ordine, ora avviati a giudizio secondo le rispettive scelte di rito.

