COSENZA – Convegno sul botulismo, al centro diagnosi, gestione dell’emergenza e prevenzione

Due giornate interamente dedicate al botulismo, tra studio, confronto scientifico e organizzazione della risposta alle emergenze. Il 26 e 27 novembre 2025, a Cosenza, si è svolto il convegno “Botulino: il veleno che ferma il respiro – Il valore della tradizione, l’importanza della prevenzione”, promosso dall’Azienda ospedaliera di Cosenza e ospitato presso la sala convegni dell’Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri della provincia. L’iniziativa ha avuto il patrocinio della Regione Calabria, dell’Università della Calabria, dell’Università “Magna Graecia” di Catanzaro e degli ordini professionali sanitari territoriali.

Responsabili scientifici dell’evento sono stati Andrea Bruni, direttore del Dipartimento di Emergenza-Urgenza dell’Azienda ospedaliera di Cosenza, la professoressa Franca Melfi e il professore Eugenio Garofalo.

Il convegno nasce dalla gestione del cluster di intossicazione botulinica che, la scorsa estate, ha interessato l’area di Diamante, con numerosi casi ricoverati all’ospedale Annunziata, legati al consumo di alimenti contaminati. Proprio quell’esperienza ha spinto la direzione sanitaria a promuovere un approfondimento sistematico su una patologia rara ma in grado, in poche ore, di compromettere gravemente la funzione respiratoria. (

Nel corso delle due giornate sono stati affrontati gli aspetti epidemiologici, diagnostici, tossicologici e clinici del botulismo, insieme ai punti critici della gestione in emergenza: disponibilità e mobilitazione dell’antitossina botulinica, organizzazione della risposta sanitaria, gestione ventilatoria del paziente critico, prevenzione delle intossicazioni legate agli alimenti tradizionali.

Un passaggio centrale è stato l’annuncio del presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto, intervenuto ai lavori: grazie a un accordo tra Ministero della Salute e Regione, la Terapia intensiva dell’ospedale Annunziata di Cosenza è stata individuata come microdeposito autorizzato per la custodia dell’antitossina botulinica, diventando l’unico ospedale del Sud Italia a disporre di una scorta dell’antidoto.

Occhiuto ha ricordato che l’antitossina è un farmaco raro, prodotto in quantità limitate e sottoposto a rigidi requisiti di conservazione; per questo, a livello nazionale, è normalmente custodita in pochi depositi statali e distribuita nelle emergenze tramite il Centro antiveleni di Pavia, secondo protocolli severi. La designazione di Cosenza come microdeposito rappresenta quindi un rafforzamento strategico per la gestione delle intossicazioni da botulino in tutto il Mezzogiorno.

Dai lavori è emerso, infine, un doppio messaggio: da un lato la necessità di consolidare la rete sanitaria – dagli ospedali ai servizi territoriali – per garantire diagnosi tempestive e percorsi condivisi; dall’altro l’importanza di una cultura della sicurezza alimentare che consenta di tutelare la tradizione delle conserve domestiche e della gastronomia calabrese riducendo il rischio legato alla “tossina che ferma il respiro”.

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