È scomparso oggi, 5 dicembre 2025, all’età di 75 anni, il cantautore genovese Sandro Giacobbe.
La morte è avvenuta nella sua abitazione di Cogorno, nel Levante ligure, al termine di una lunga battaglia contro un tumore che da oltre un decennio lo aveva colpito.
Una carriera segnata da successi romantici e melodie senza tempo
Nato a Genova il 14 dicembre 1949, Giacobbe cominciò a muovere i primi passi nel mondo della musica all’inizio degli anni Settanta. Il suo primo grande successo arrivò nel 1974 con la canzone Signora mia, che lo portò all’attenzione del grande pubblico. Tra le sue hit più amate restano anche Il giardino proibito, Gli occhi di tua madre — con cui si classificò terzo al Festival di Sanremo nel 1976 — e Sarà la nostalgia.
Le sue canzoni, caratterizzate da atmosfere romantiche e testi ricchi di sensibilità, hanno accompagnato momenti importanti della vita di chi lo ha ascoltato, attraversando decenni e conquistando più generazioni.
Musica, solidarietà e amore per la Liguria
Oltre al successo discografico, Giacobbe ha coltivato una carriera attiva anche in ambito sociale e sportivo. Fu tra i protagonisti della Nazionale Italiana Cantanti — nel ruolo di giocatore, allenatore e dirigente — unendo la musica al calcio e alla solidarietà.
Negli anni ha partecipato a eventi benefici, concerti e iniziative dedicate al sociale, dimostrando un forte impegno oltre il palcoscenico.
La Liguria, la sua terra d’origine e di adozione, è sempre rimasta al centro del suo mondo, nella sua musica e nella sua vita.
L’ultimo atto: la malattia, il coraggio, la dignità
Dal 2015 Giacobbe lottava contro un cancro alla prostata; negli anni successivi la malattia si aggravò, coinvolgendo anche le ossa e costringendolo su una sedia a rotelle.
In un’intervista del marzo 2025 a Domenica In aveva parlato con semplicità e forza della sua condizione: «La carrozzina è la mia Ferrari», aveva detto, con ironia e dignità.
E nonostante le difficoltà, non aveva mai perso il legame con la musica, la vita e le persone amate: la moglie Marina Peroni e i figli Andrea Giacobbe e Alessandro Giacobbe.
Il ricordo e l’eredità di un artista che ha amato la vita
Con la sua scomparsa, il mondo della musica — e non solo — perde una voce gentile, capace di parlare al cuore con semplicità ed emozione. Le sue canzoni restano parte della memoria collettiva, custodi di amori, sogni, nostalgia e speranza.
Chi lo ha conosciuto sul palco o attraverso i dischi, oggi ricorda un uomo che ha saputo restare umano fino all’ultimo — autentico, sensibile e generoso.
Il suo nome, e le sue melodie, continueranno — ne siamo certi — a vivere nelle note di quanti lo hanno amato.

