Aggiornamenti del 15 gennaio 2026**
COSENZA – 15 gennaio 2026. Continuano le indagini sull’omicidio di Luca Carbone, il 48enne trovato senza vita martedì mattina all’interno della sua auto nel quartiere popolare di via Popilia a Cosenza. La Procura del capoluogo bruzio ha confermato il fermo del principale sospettato, un vicino di casa della vittima, mentre procede verso la convalida del provvedimento da parte del gip.
Il ritrovamento e le prime fasi dell’indagine
Intorno alle prime ore del mattino di martedì 13 gennaio, un passante ha rinvenuto il corpo senza vita di Carbone all’interno della sua Ford Fiesta parcheggiata sotto uno stabile di via Popilia, con lo sportello lato guida aperto. I rilievi sul posto hanno consentito ai carabinieri del Nucleo investigativo e della Compagnia di Cosenza di rinvenire tre bossoli compatibili con arma da fuoco nei pressi del veicolo, suggerendo immediatamente l’ipotesi del delitto.
Fermato il presunto autore: un vicino di casa
Le indagini hanno portato in poche ore all’individuazione di Francesco De Grandis, 66enne vicino di casa della vittima, come principale sospettato. Secondo la ricostruzione degli investigatori, l’uomo avrebbe esploso tre colpi di pistola da un edificio frontale al veicolo in cui si trovava Carbone, colpendolo mortalmente al torace con almeno uno degli spari.
De Grandis è stato condotto dai carabinieri in caserma e, alla presenza del suo difensore, ha risposto alle domande del sostituto procuratore Veronica Rizzaro. In sede di interrogatorio il fermato avrebbe ammesso di aver premuto il grilletto con l’intenzione, a suo dire, di “intimorire” la vittima per dissapori legati a questioni di vicinato, pur senza dichiarare di volerla uccidere.
Ritrovamento dell’arma e perquisizioni
Nel corso delle perquisizioni nell’appartamento di De Grandis all’interno della stessa palazzina o nelle immediate vicinanze, i militari hanno sequestrato una pistola e un fucile compatibili con i colpi esplosi sulla scena del delitto. Le armi sono al vaglio dei tecnici della scientifica per confermare la loro connessione con i proiettili ritrovati.
Motivo e contesto
Secondo quanto emerso dalle indagini coordinate dalla Procura di Cosenza, non risulterebbero legami con la criminalità organizzata o altri contesti di più ampia natura: l’omicidio sarebbe riconducibile a dissidi personali tra vicini di casa, di natura probabilmente prolungata nel tempo. Gli investigatori stanno comunque verificando ogni possibile pista e continuano ad ascoltare persone che potrebbero avere informazioni utili alla ricostruzione completa dei fatti.
Prossimi sviluppi
Nelle prossime ore è attesa la richiesta di convalida del fermo davanti al giudice per le indagini preliminari, che dovrà valutare la sussistenza di gravi indizi di colpevolezza e la legittimità della misura cautelare. L’accusa nei confronti di De Grandis è di omicidio volontario aggravato, in attesa di ulteriori contestazioni a seguito degli sviluppi probatori.

